Finalmente.. vincitore

Pubblicata il 24 luglio 2012 nella categoria La Cremeria, Racconti

E’ stata senza dubbio la scelta più sofferta della mia carriera podistica, quella che mi ha portato a rinunciare alla prova del fosso di Spirano per partecipare alla corsa del palio delle contrade di Ossanesga (Valbrembo).

Ho già ricevuto svariati insulti: codardo, traditore, vigliacco, ebete, eccetera. Accetto tutto, ma non quell’ ingiuria che mi ha veramente ferito togliendomi perfino il sonno: Giupì! Mettetevi nei miei panni. Avevo tanta voglia di vincere una corsa, quando avrei avuto un’altra opportunità così ghiotta? L’unica occasione si era presentata tre anni fa al giro di Scano (Valbrembo), organizzato dalla parrocchia rivale e dominato dall’inizio alla fine, ma avevo saltato il controllo –per mancata segnalazione-, squalificato!! Ora avrei potuto finalmente riconquistare la stima dei famigliari, l’ammirazione dei contradaioli e l’invidia degli avversari.

I bambini dell’oratorio, nei giorni successivi avrebbero puntato il dito esclamando “E’ lui, è lui quello che ha vinto!”. Sul piatto della bilancia devo mettere anche la succulenta promessa fatta dalla mia sposa in caso di vittoria. Mi avrebbe regalato un anguria. Non posso mancare!!! Circa un centinaio i partecipanti, inclusi moglie, due figli e prevosto. Volevo togliermi anche lo sfizio di dare una bella “ lisciatina” al Fò di Pe, Rasta, vincitore di ben tre edizioni. Purtroppo è in luna di miele tra le amate montagne del Bernese in compagnia dell’amico Nuk.

Con loro era presente anche la giovane sposa Antonella. Tra gli iscritti alla corsa del palio, anche il presidente del Triathlon Bergamo: il volenteroso Piergiorgio Gabellini. Le insidie possono venire solo dagli sconosciuti ragazzi del paese. Evito la casacca ufficiale e nascondo il garmin nel taschino dei pantaloncini per non dare troppo nell’occhio, ma alla partenza sono in prima fila col cronometro al polso per ritagliarmi un posto nella storia. Gli organizzatori dichiarano la lunghezza del percorso: approssimativamente 5km! Il cronometro satellitare registrerà 2,820km. Alla faccia dell’ approssimativazione ( ho impiegato una vita per scriverlo).

Si parte! La veemenza di alcuni ragazzini mi costringe ad un avvio pirotecnico. Complice un tratto di leggera discesa, percorro il primo km in 3’,16”, giusto per far capire con chi avevano a che fare. Complice un tratto di leggera salita copro il secondo km in 3’,44”. Dietro, il vuoto. Gli ultimi 820m, complice un lungo tratto di leggera pianura, corro a 3’,39”km. Dietro di me, solo le imprecazioni rivolte a due addetti al percorso che mi hanno fatto imboccare una parallela anziché la via corretta.

Visto che sono stato seguito da tutti i concorrenti non vi sono state squalifiche (questa volta avrei fatto “saltare in aria” la parrocchia). Faccio il mio ingresso in oratorio -dove è posizionato il traguardo- in assoluta solitudine. Non è proprio quel tripudio in cui speravo – probabilmente non mi aspettavano così presto- ma toccare per la prima volta il nastro d’arrivo ( una miserabile fettuccina gialla per incartare i regali) mi ha regalato un emozione fortissima. Unica pecca, la mancata soppressione di quell’anziana signora che ha dichiarato che ho vinto solo perché mancava il cappellone (il Rasta).

Che rabbia…

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