Travolto da un insolito destino

Pubblicata il 25 settembre 2012 nella categoria La Cremeria, Racconti

Non sapendo più dove andare a parare – maratone disastrose, 10000 con l’invalicabile muro dei 38’, l’amato 5000 che non regala più le soddisfazioni di un tempo, sulle corse in montagna stendo un velo caritatevole -, non resta che cimentarmi nell’ultra maratona, la mia ultima spiaggia podistica! Scelgo la “Lecco –Cassano” perché di snoda lungo la ciclabile che costeggia il fiume Adda – per me terreno inesplorato- e come ultra, è corta. È denominata “50km lungo l’Adda”, ma in realtà sono poco meno di 47 -per fortuna! Unico freno al mio entusiasmo, i 30 euro di iscrizione. Visti i tempi che corrono avrei sicuramente gradito l’iscrizione gratuita, rinunciando magari alla braciola inclusa nel pranzo finale. L’organizzazione è una di quelle tipicamente a conduzione famigliare. Il gonfiabile della partenza è simile a quei lenzuoli utilizzati abitualmente dagli amici dello sposo per augurare focose nottate ai novelli coniugi e appesi lungo le strade che portano alla chiesa. La competizione, nonostante la presenza di nazionali come Monica Casiraghi e Ilaria Fossati tra le donne e Tiziano Marchesi tra gli uomini, non è di altissimo livello. Si pensi che è stata accettata anche l’iscrizione del runner Rosario Fratus! Tra i Fo di pè siamo in tre iscritti: Gigione, Giava ed io. Avevo apertamente sfidato il buon Giava perché volevo per una volta togliergli quel tenero sorriso che sempre lo accompagna e che fa di lui – insieme a Pannocchia e Grisù- uno dei soci più amati del gruppo. Non dovevo avere fretta, l’avrei cucinato a fuoco lento finche la sua cotenna avrebbe assunto una croccante doratura da addentare all’arrivo. Come contorno, il Gigione. Non ho mai percorso in vita mia più dei 42.195km della maratona e la distanza più lunga coperta negli ultimi sei mesi, sono i 27km di domenica scorsa. L’ultra sarà dunque un incognita! Dopo una rigorosa e casereccia punzonatura (non è previsto il chip) da parte dei disponibili, volenterosi e pazienti organizzatori, si parte dal centro di Lecco. Un centinaio gli iscritti. Dopo un breve tratto asfaltato si imbocca il sentiero/ciclabile che costeggia il fiume. Corro i primi 7/8km in compagnia di Rosario, che approfitta della mia presenza per elencare l’interminabile serie dei suoi malanni fisici. Pover uomo, ho quasi le lacrime agli occhi quando lo lascio per cercare un compagno più gioviale. Trovo un ragazzo di Monza- col quale giungo fino al 18km. Il ritmo è un tranquillo 4’45”, ma dopo il 18km comincio a “macinare”. Lascio il compagno e solo soletto abbasso il ritmo a 4’30”/4’35”: effettuo con cadenza regolare una serie sorpassi. Escluso qualche indurimento muscolare, mi sento bene e comincio a pensare di aver finalmente trovato la mia dimensione, l’ultra maratona. Al 27km sono in preda all’euforia e sto già pensando al modo meno traumatico di comunicare al Fò di pe Marco Baggi – alias Vengo col tempo- che con ogni probabilità, nel 2013 sarebbe stato sostituito nella nazionale italiana di 24ore, dal sottoscritto. Lo so che è azzardato cantare vittoria, ma il fascino dell’ultra mi ha letteralmente travolto. Al 28km sto percorrendo in scioltezza un tratto di discesa puntando all’avversario che mi precede, quando all’improvviso sento il sibilo di biciclette che mi sfrecciano a destra e a manca. Decido di restare in mezzo alla strada per evitare che improvvisi spostamenti potessero causare incidenti quando a squarciagola sento urlale: ATTENTO!!!!. A chi, a me che ti volto le spalle? Non faccio nemmeno in tempo a volgere lo sguardo e sono travolto da un ciclista birichino (e rincitrullito) che afferma di non avermi visto. Mi ritrovo steso a terra con escoriazioni varie -palmo della mano, gomito, gluteo- e una botta rimediata nell’impatto con la ruota, tra polpaccio e caviglia. Una rabbia… Perdo subito un minuto secco ed un altro lo lascio al successivo ristoro per “disinfettarmi” grossolanamente. Sono nero!! Il ciclista nel frattempo è fuggito a nuoto! Riprendo leggermente claudicante, ma non demordo. Riesco malgrado tutto a mantenere un buon ritmo e a scavalcare ancora diversi avversari. Al 35km il piacevole incontro con una delle mie più fedeli sostenitrici: Lara, la Morettina dei runners. Lei procedeva in bicicletta in senso opposto, ed in compagnia di una amica non risparmiava incoraggiamenti. Pensavo che mi accompagnasse per qualche tratto, per far si che potessi ammirare –quando in punta di piedi si alza dalla sella per spingere energicamente sui pedali- la sua folta chioma prendere volume e, accarezzata dal vento, svolazzare qua e là. Niente, dopo qualche tiepido incitamento, hanno tirato dritto. Arrivo al 42km in h3.19 alle costole di Ilaria Fossati. Pizzicare lei significherebbe certificare il mio futuro da ultra. Purtroppo da qui pago lo scotto di non essere mai andato oltre questa distanza. Rallento e riesco a stento a girare sotto il 5’. All’ultimo ristoro mi fermo a raccogliere le ultime forze. Il 44km ed il 45km sono soffertissimi (5’30”).Il 46km è un lungo rettilineo in leggera discesa che aiuta a stringere i denti. Gli ultimi 800m sono accompagnato da principi di crampi, ma fortunatamente ed anticipatamente ecco la pista dove mi attende il traguardo. Concludo senza avere subito sorpassi negli ultimi 30km i h 3.44.36, classificato 11° assoluto. In h3.51 conclude il Gigione, in h 3.54 il Giava, che era si cotto a puntino, ma il suo colore era l’opposto dell’ambrato. Si è resa necessaria una consulenza telefonica con l’esperto Brontolo ( impiegato in una agenzia di pompe funebri) per valutarne le condizioni fisiche e programmarne l’imminente futuro. Grandissimo anche Rosario che nonostante 4 ernie e una sciatica, porta dignitosamente a termine la prova. La maglietta tecnica, il pranzo completo, il trasporto con l’autobus dall’arrivo alla partenza, giustificano parzialmente il costo, un organizzazione spartana ma cordiale ed un percorso suggestivo fanno della Lecco-Cassano una “semi-competitiva” che consiglio vivamente.

CREMA

Ciao soci…. Oggi ho rinunciato alla mia solita (essendo ancora fermo dalla corsa) uscita lunga in bici da corsa, per fare una piccola verso Brivio, incantevole paese che sorge sulla sponda dell’Adda nel Lecchese, per vedere il passaggio dei miei ex compagni d’avventura “GLI ULTRAMARATONETI”. Ma più di tutto vedere l’esordio del Crema (almeno per me ). Arrivato a Brivio e ammirato un’incantevole zona dell’Adda, mi trovo una panchina e mi metto in attesa con cigni e anatre vogliosi d’incontrare una leggenda del Running Mondiale, al debutto in un’Ultra. Devo dire che fare lo spettatore, da una parte è bellissimo, perchè dà un’emozione particolare incitare gli atleti, prima quelli della non competitiva e poi gli agonisti. E da una parte, ti invoglia a mandare a quel paese l’ortopedico che ti continua a dire “riposo riposo se no non ti passa”. Ma torniamo al debutto del Crema…. ho scelto Brivio perchè si trova al 18 km della gara, QUINDI????? cosi sono sicuro di vederlo ancora brillante e sciolto (forse!!! dopo le ultime prestazioni!!!) Passati i migliori, mi volto verso il fiume per un rumore assordante…centinaia di anatre e cigni prendono il volo per vederlo dall’alto, si è lui in lontananza, riconosco “il suo passo??? no!!! lo riconosco dalla divisa??? anche!!! ma più di tutto lo riconosco dal sorriso di chi pensa di aver già cucinato il poeta Giava e il buon Gigione” Devo dire che l’ho visto sereno, infatti mi ha chiesto quanto mancava e aveva un passo sciolto alla rinoceronte, però il sorriso era quello giusto!! Dopo un minuto, passa ol Poeta Giava…di una tranquillità sconcertante, mi saluta ma un occhio è sempre li a inquadrare nel mirino OL Crema… dopo un’altro minuto arriva il più blasonato delle Ultra “OL GIGIONE” ed è quello che era più concentrato, ma si è fermato a salutarmi…. Come sia finita non lo so… ho chiesto al Poeta di inviarmi i tempi o classifiche, ma non mi è arrivato niente… si faranno sentire i protagonisti con i loro resoconti….Vorrei salutare due ex compani quando militavo nei Runners Bergamo.. IL PREDICATORE RO e PAGNONCELLI…con tutti i loro infortuni e menischi rotti non mollano MAI!!!! E ovviamente anche al nostro EDITUR GERRY…che ha portato a termine l’ennesima maratona insieme “AL GNOMO DEL METATARSO” con tutti quelli che hai fotografato,non poteva mancare il tuo!!!!

SKORPION

Lascia un commento (ricorda, sei responsabile di ciò che scrivi)