Un futuro da ultramaratoneta

Pubblicata il 11 ottobre 2012 nella categoria La Cremeria, Racconti

Dopo la buona prestazione nell’ultramaratona Lecco-Cassano, auspicavo che le mie azioni podistiche fossero in netto rialzo e che lodi ed attestati di stima si sprecassero.

Non è andata esattamente così.

In molti, anzi che complimentarsi per il risultato ottenuto si sono rammaricati per non aver assistito alla “scena” del ciclista che mi ha investito – carogne!!!

Mia moglie dopo aver appreso della mia disavventura si è subito preoccupata informandosi però sulle condizioni del ciclista e perfino della bicicletta. Mhh.. che sia la mandante?

Alcuni podisti disoccupati si sono invece interessati alla parte assicurativa, per valutare l’ipotesi di farsi investire, per portare a casa qualcosa di più proficuo delle semplici escoriazioni e lividi vari. Questa maledetta crisi economica sta portando alla follia! Io sciaguratamente dopo l’impatto, l’assicurazione anziché chiederla l’ho data.

Ho assicurato al ciclista che se non si fosse tolto subito dai piedi gli avrei forato le ginocchia. Solo da parte della mia anziana madre ho ricevuto briciole di saggezza e di conforto: “ La prossima volta cerca di correre al lati della ciclabile e non in mezzo! E comunque l’accaduto dovrebbe farti riflettere: piantala lì con la corsa!”.

Malgrado tutto, il mio morale è rimasto alto e la consapevolezza di avere un futuro da ultramaratoneta è ormai certezza. Ora, dopo aver archiviato la pratica della maratona sotto le tre ore -prevista entro fine anno (guai a chi ride…) – voglio dedicarmi con i miei nuovi compagni, “Vengo col tempo”, Lucio Bazzana ed il suo cane, a questa particolare disciplina, che ha lo scopo di farti giungere al traguardo in frantumi, correndo al ritmo del defaticante.

Mah..!!

Il “Vengo” è un nazionale della 24 ore, il Lucio è un fuoriclasse delle ultra dai 500km in su. Si vocifera che il Bazzana si rada completamente la barba alla partenza di queste massacranti prove ed una volta giunto al traguardo calcoli il tempo impiegato non con il cronometro, bensì misurando la crescita della barba. Geniale! Alle imprese (tipo, mille miglia) di questo incredibile personaggio è stato recentemente dedicato un film, “L’uomo che corre”, finalista al Via Emilia doc festival e visionabile su Youtube (l’hanno rimosso).

Gloria anche per il nostro “Vengo col tempo”: per celebrare lui e le sue fatiche nelle 24 ore, si prospetta la produzione di un cartone animato. Io, visto che non potrò correre tutti quei chilometri – mia moglie non sopporta la barba lunga-, mi accontenterò di un poster o di un fumetto.

Comincerò da una classica: la 100 km!

Per guadagnare il tempo necessario per gli allenamenti son già dovuto scendere a compromessi con la consorte. Le ho promesso che quest’anno per Santa Lucia accenderò il riscaldamento. Negli scorsi anni questo era solitamente il regalo di Natale, mentre per Santa Lucia le facevo trovare abitualmente in dono, un caldo pigiamone di pile con le tasche traboccanti di zuccherini. Non devo infine trascurare l’elemento fondamentale per un ultramaratoneta, che è quello di avvalersi dell’ausilio di un assistente, non che compagno di allenamento per allietare le lunghe uscite.

Il Vengo dopo un accurata selezione ha puntato sul “Coscia pallida”, persona seria e preparata, loquace e guascone, con l’ultramaratona nel sangue. Anch’egli è divenuto in breve tempo un virtuoso di questa disciplina. Alla sua prima ed unica partecipazione ad una 24 ore –nel 2010 in quel di Palermo– ha fatto registrare la bellezza di 54km, … ah ah ah!!!

Il Bazzana, più oculato e riflessivo ha optato invece per la compagnia di un cagnolino, affidabile e silenzioso.. Io pensavo al socio Fò di pe “Virus”, perché il suo “passo” è conforme, ma resta l’incognita infezioni.

Adesso non mi resta che scegliere il luogo dove affrontare la mia prima vera ultramaratona. Alcune voci danno per imminente la prima edizione della Valbrembo-Crotone, ma pare che sia riservata solo agli accompagnatori. Già immagino il cane del Lucio, colto da crisi di fame sui monti della Sila, azzannare il Coscia.. Non voglio comunque banalizzare il mio battesimo con la solita 100km del Passatore – l’han corsa perfino il Pannocchia e il Grisù!

Vorrei qualcosa di più esotico ed intrigante per il mio esordio, che si adatti alle mie qualità di podista creativo ed estroverso. All’interno del libro, L’arte di correre – lettura consigliata a tutti i podisti – del mio insigne collega giapponese Murakami Haruki, penso di aver scovato ciò che fa a caso mio: la 100km intorno al lago Saroma, nell’Hokkaidò, di fronte al mare di Okhotsk. Si parte dalla città di Yùbetsu e si arriva a Tokoro (l’attuale Kitami).

Gli ultimi chilometri si snodano all’interno del parco floreale di Wakka ed ai ristori vengono distribuiti gli umeboshi: come mancare ad un appuntamento del genere? Ho promesso alla mia sposa che il giorno che imparerò a memoria i nomi di queste località mi iscriverò a questa ultra, e dopo averla terminata, la porterò in crociera sul medesimo lago.

Crema

PS. La mia signora è entusiasta e sta già imparando i vari nomi del sushi, oltre a prendere lezioni di Kendo – nel caso di un mio ennesimo fallimento!

 

2 pensieri su “Un futuro da ultramaratoneta

  1. antonietta ha detto:

    100 km,Giappone? La domanda sorge spontanea:A FA’?
    Potresti macinare km su e giu’ per la Val Seriana distribuendo volantini del mio negozio!
    Garantiti punti ristoro con sushi al salame,panorami mozzafiato e gran finale,crociera sul lago d’Iseo.
    Con tanto affetto,tua sorella Anto

  2. giorgio ha detto:

    Crema ma pensare ad una specialità più indicata? Fossi in te considerei l’ippica e vero che è in ribasso ma anche la qualità scende buona fortuna c

Lascia un commento (ricorda, sei responsabile di ciò che scrivi)