Maratona di Siviglia, esempio organizzativo

Pubblicata il 26 febbraio 2013 nella categoria Resoconti

Siviglia è il capoluogo e la più grande città dell’Andalusia, regione della Spagna situata a sud della penisola Iberica.

Qui il sole scalda le giornate invernali con temperature invidiabili e gli abitanti ne approfittano per vivere all’aperto, nelle piazze e seduti all’esterno dei numerosi locali.

Il centro città è un gioiello con bellissimi palazzi rinascimentali e barocchi, un’isola pedonale dove domina la Cattedrale del XIV secolo a fianco del Real Alcazar, famosa per i giardini.

Nel magnifico parco Maria Luisa da non perdere l’incredibile Plaza de Espana con la maestosa fontana e le panche decorate che rappresentano le varie regioni. Lo scorso anno ho vissuto la città da turista per via di un infortunio ma mi ero ripromesso di ritornarci per essere al via della maratona.

L’ottima organizzazione è stata confermata dal servizio offerto a tutti gli atleti, prima durante e dopo l’evento. Con solo 21 euro di iscrizione omaggiano con un pacco gara comprendente un completo da running, un pranzo al Sabato pomeriggio ed uno alla Domenica, con bibite e birra a volontà, in un parco divertimenti attrezzatissimo.

La logistica nello Stadio Olimpico de la Cartuja è a livelli altissimi con qualche pecca solo nella gestione delle sacche indumenti. Per questa 29^ edizione si è avuto un incremento sensibile dei partecipanti e gli organizzatori han dovuto chiudere in anticipo a 7200 iscritti, contro i 5000 dello scorso anno.

Per gestire al meglio la gara, cambiamenti nel percorso e soprattutto nella partenza che è stata spostata all’esterno dello stadio. Ottima soluzione con un fronte a 6 corsie per sgranare il gruppo e lanciare i primi km sulla Isla Magica che si lascia attraversando uno dei ponti che sovrasta il Guadalquivir, l’unico fiume navigabile della Spagna. Si incrocia la Torre del Oro, composta da 12 lati e costruita dai Berberi e si prosegue su lunghi vialoni per arrivare al 15 km nel quartiere popolare La Macarena e successivamente alla mezza a Santa Clara.

La giornata è soleggiata con un cielo azzurro pastello, la temperatura gradualmente supera i 15 gradi, l’aria frizzante del mattino è servita a non disperdere energia e sudore. Il percorso è tra i più pianeggianti in Europa, la differenza tra il punto più alto ed il punto più basso è di soli 14 metri, il contorno scenico è impreziosito da animazioni ed anche da un buon pubblico.

Dopo il 30° km si entra nella parte meno veloce ma sicuramente la più bella con il passaggio nel parco Maria Luisa, la brillante Plaza de Espana e tutta la zona del centro città tra due ali di folla. Il ponte avveniristico della Barqueta riporta il finale su Isla Magica con passaggio nel Parque del Alamillo strapieno di gente intenta nella preparazione del picnic. Emozionante il sottopasso dell’ Olimpico con gli ultimi 300 metri sulla pista dell’immenso stadio e brividi per l’applauso della tribuna centrale. Dopo la cotta di Miami conclusa in 5h18’ ed il trascinarsi di una tosse cronica che mi ha permesso di mettere nelle gambe solo una manciata di uscite corte, parto al risparmio impostando la gara sul ritmo di 5’15’’ al km. Passo alla mezza in 1h52’21’’ e proseguo senza particolari patemi fino al 30°, poi un calo prevedibile mi rallenta ma non mi impedisce di terminare sotto le 4h, senza crampi e saltellante dalla gioia negli ultimi 100 metri.

Tempo ufficiale 3h57’59’’ con l’altro Fò di Pe Grisù al finish in 3h50’47’’ e i compagni di viaggio in gran spolvero come il RB Oriele, al personale in 3h18’06’’ e la bionica Simo in 3h40’19’’ nonostante forti dolori alla schiena. Per Cinzia una parte di gara come inizio nel mondo della corsa.

Al termine tutti soddisfatti e felici di aver partecipato ad una bellissima maratona, assolutamente da consigliare, in un clima caldo sia per ospitalità che per la temperatura.

Forvezeta

Un Pensiero su “Maratona di Siviglia, esempio organizzativo

  1. crema ha detto:

    Felice che ti sia ripreso. Certo, quei 7 minuti e 12 secondi presi dal Grisù rappresentano una macchia indelebile nella tua lunga e onorata carriera.

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