Piacenza 2013. Sìììììììììììììì!

Pubblicata il 5 marzo 2013 nella categoria La Cremeria, Racconti, Resoconti

untitledQuesto è il terzo anno consecutivo che la maratona di Piacenza mi trova puntuale ai nastri di partenza.

L’obiettivo è sempre lo stesso, abbattere il muro delle tre ore.

Se l’edizione 2011 era stata fallimentare, quella del 2012 si era invece rivelata disastrosa, come tutti i precedenti tentativi d’altra parte. Questa è la nona volta che ci provo e dalla prima sono ormai trascorsi quattro anni esatti –Brescia 03/09.

Nel mezzo, una serie incredibile di maratone tragicomiche, dove le tre ore non le ho mai nemmeno lontanamente sfiorate.

Le h2.59’59”, rispetto alle h3.00’00” ed oltre, costituiscono lo spartiacque tra il maratoneta evoluto ed il maratoneta amatore. Personalmente nutro da parecchio tempo il desidero di rientrare nella prima categoria e finche ne avrò ci proverò. Questa volta, a differenza delle altre, ho cambiato completamente preparazione. Nessuna tabella e nessuna ripetuta – escluso un 6×1000 e un paio di 12×400.

Tre mesi esatti e 900km tondi tondi. Le prime sei settimane tanti km e tanta salita, ignorando il crono, poi velocità e mezze maratone. Il primato proprio in mezza con h1.21.53 e il test maratona h1.24.47 mi hanno dato la consapevolezza che questa potesse essere la volta buona. In caso di ennesimo fallimento avrei preso una decisione drastica. Mollare tutto e raggiungere il mio vecchio amico-editore Forvezeta a New York, dove si è recentemente trasferito per lavoro. Mi ha già trovato un impiego come traduttore.

Lui ha notevoli difficoltà con la lingua, al contrario io, gesticolo benissimo. Tutto procede senza intoppi fino all’ultima settimana, quando improvvisamente, fa la sua comparsa un fastidiosissimo dolore sotto l’arco plantare destro. Ricorro agli antinfiammatori e al riposo, ma il male non accenna ad andarsene, anzi dopo pochi km di corsa aumenta, diventando quasi insopportabile.

Alla vigilia mi chiedo seriamente se sia saggio partire rischiando di peggiorare la situazione, ma l’insinuazione del mio vecchio mister Giambattista “Hai paura!” scatena in me quel mix di orgoglio ed incoscienza tipico del maratoneta, che piuttosto che prevenire rinunciando, schiatta al suolo correndo. Si parte in quattro alla volta di Piacenza: con me ci sono i Fò di pe, Battiato, Spock ed il runner bg Rosario Fratus .

Se il calendario, 03/03/2013 ed il pettorale n°369, sembrano tutti ricondurre al numero tre e di conseguenza a mio favore, altrettanto non posso affermare per i miei compagni di viaggio. L’immagine di Spock è ancora legata alle annate 2008/2009 quando -per lui- il ritiro aveva spesso la meglio sull’arrivo. Indimenticabile il suo saggio sull’argomento pubblicato in quel periodo: “Ritirarsi senza dare nell’occhio”.

Anche da Rosario è difficile estrarre l’adrenalina necessaria per l’impresa. Riconosco che è sempre di buon umore, ma su di lui pare sempre incombere una cappa di tristezza che ti porta sovente a battergli una pacca sulla spalla ed esclamare “Dai, su, passerà, non ci pensare!”. Meglio invece Battiato, che ha smesso da tempo di correre cantando, “ Sul ponte sventola bandiera bianca”. Oltre 600 gli iscritti a questa 18° Placentia Marathon for Unicef.

Durante il riscaldamento le sensazioni sono pessime, il piede fa già male. Si parte comunque! Al contrario di quanto annunciato, non ci sono alla partenza i riferimenti per le tre ore. Dopo un paio di km il dolore all’arco plantare è quasi insopportabile, e al terzo km sono seriamente intenzionato a fermarmi per evitare di incappare in qualche infortunio, tipo fascite plantare, con relative conseguenze. Guardare il crono e vedere però che vado al 4’07” senza affanni mi porta a stringere i denti e proseguire. Usciti dal centro città, si imbocca la ciclabile situata lungo l’argine del Po’, il dolore è sempre acuto ma stabile. Visto che la corsa mi riesce facile, continuo con la speranza di potermi gestire. E’ risaputo che una delle regole fondamentali del buon maratoneta è mantenere il ritmo costante, ma la presenza sul percorso dei podisti impegnati nella mezza, mi scombussola i piani e mi porta alla più totale irregolarità. Passo al 10km in 41’24”, un minuto sotto la tabella di marcia. Il prossimo obiettivo è giungere alla mezza senza troppi affanni, possibilmente mantenendo o incrementando il vantaggio. Detto, fatto, passo in h1.27’50”.

Eccellente!

Ora arriva la parte psico/fisica più impegnativa. Si sale leggermente per altri 5km verso il borgo di Grazzano Visconti, dove è previsto il giro di boa. Giungere qui in buone condizioni, mantenendo il ritmo, è fondamentale per affrontare gli ultimi 16km. La fatica comincia a farsi sentire e al 24km una stilettata all’altezza del fegato mi porta a rallentare leggermente. Arraffo in corsa mezza banana e prendo un integratore. La fitta si attenua e lentamente va scomparendo. Siamo al 26km e si torna verso la città.

Dopo pochi minuti incrocio il Rosario che sta salendo verso il borgo per il giro di boa. Ci incitiamo a vicenda. Incredibilmente riesce a trasmettermi sensazioni positive, tanto da farmi affrontare la leggera discesa in assoluto stato grazia. Corro sempre in solitudine, raggiungo e supero chi mi precede. Al 30km passo in h2.04’58”, due minuti e mezzo in anticipo sulla proiezione delle 3 ore, consapevole che questa può essere veramente la volta buona. Il piede mi fa un male cane, ma ormai sopporto e convivo.

Al 35km mi sento ancora un leone e arrivo perfino a stimare un h2.56’ se non perdo colpi e allungo nel finale. Da qui purtroppo, la maratona mi presenta il conto. Questa è definita una corsa che porta allo sfinimento. Verissimo!!! Se concludi “facile” significa probabilmente che non hai dato tutto, se viceversa sfinisci prima, vuol dire che hai interpretato male la gara. Dal 37km vado in riserva, capisco che le energie stanno per esaurire, devo distribuire in 5km ciò che rimane. Fortunatamente ho fieno in cascina. Nei primi 3km riesco a girare ancora a 4’20/ 4’22, ma perdo la coppia di podisti alla quale mi ero accollato pensando poi (illuso!) di battezzare in volata. Il 40km è un soffertissimo 4’27”. Il 41km ( 4’39”) è agonia allo stato puro, con la testa che comincia a ribellarsi, muscoli atrofizzati e fitte allo stomaco. Sono prossimo allo sfinimento. Il cartello che segnala l’ultimo km è una sorta di medicina mentale: non si può saltare adesso. Testa bassa, spingendo al massimo con quel poco che resta, ma con una serie di pensieri positivi che mi attraversa la mente.

E’ un Crema emozionatissimo quello che imbocca il rettilineo finale sul tappeto rosso. Le urla di incitamento dei coniugi Rottoli ( Spock era già al pasta party), il display sullo sfondo che segnava ancora le h2.57’ ma ormai prossimo ai 58’ (pazienza!), tutte le delusioni ed i sacrifici finalmente ripagati, la mia paziente e straordinaria famiglia, la crociera promessa alla moglie (ahimè!), i complimenti che riceverò da amici, parenti e compagni ed infine il conseguimento del grado di “Maratoneta evoluto”. Eccomi ad affrontare i metri conclusivi. Cerco di dare un briciolo di serenità al volto, un filo di scioltezza alla corsa ed una punta di dignità alla postura, ma non è semplice. Finalmente taglio il traguardo, sfinito ma felicissimo e quasi in lacrime, con il crono che segna 2.58’25”.

Sìììììììììììììì!

Primo SMS alla moglie. “E vai di Costa!” –riferito alla crociera. Lei, probabilmente incredula ma avvezza alle delusioni, mi ha risposto ” Ti sei fatto male alle costole?” Al rientro striscioni, lenzuola e bandiere appesi al balcone mi commuovono non poco. Un solo grido echeggia nel soggiorno: CRO-CIE-RA CRO-CIE-RA CRO-CIE-RA! Anche lei giustamente ha raggiunto il proprio obiettivo, di riflesso al mio, si è guadagnata una vacanza extra senza aver mai avuto un affaticamento muscolare o il fiato corto. E ci mancava pure che non esponesse nemmeno gli striscioni.. Che dire?

E’ stata veramente una bellissima avventura. Un esperienza unica, che non pensavo di vivere a 47 anni, quando i problemi di lavoro e gli impegni famigliari, si pensa siano i soli ad occupare la nostra vita. E’ stata sufficiente la voglia di “muoversi”, meglio se all’interno di un gruppo, per aver modo di stringere nuove amicizie con le quali condividere gioie e dolori, scambiare pareri e impressioni ( non necessariamente sulla corsa) e togliersi a qualsiasi età (Dotto insegna) soddisfazioni impensabili. A prescindere dalle tre, quattro o cinque ore in maratona.

PS. Ed ora, visto che mia moglie mi ha rimproverato spesso di dedicare tutto il tempo libero alla corsa, avrò finalmente un po’ di tempo da dedicare a me stesso.

Crema

24 pensieri su “Piacenza 2013. Sìììììììììììììì!

  1. TABU ha detto:

    Il tuo racconto mi ha quasi commosso…..
    Solo chi prova quello che si passa in corsa può capire fino in fondo…chi è fuori da questo mondo probabilmente ci prende per folli!
    TABU

    • crema ha detto:

      Cosa vuoi saperne tu Tabù, resterai sempre e solo un amatore, noi evoluti siamo fatti di un altra pasta.

      • TABU ha detto:

        Maestro perdonami, ma in tema di reattività ai commenti….non ci siamo, per averci pensato 8 giorni e 9 ore potevi fare meglio.
        Tuo discepolo TABU (anche se mi ripudierai)

  2. predicatore Ro ha detto:

    Nel rifarti i complimenti, una supplica… portami in crociera ! ciao campione !

  3. LUCA B. ha detto:

    “Da qui purtroppo, la maratona mi presenta il conto…” “E’ un Crema emozionatissimo quello che imbocca il rettilineo finale sul tappeto rosso…” “Cerco di dare un briciolo di serenità al volto, un filo di scioltezza alla corsa ed una punta di dignità alla postura, ma non è semplice. Finalmente taglio il traguardo, sfinito ma felicissimo…”
    Formidabile racconto, emozionante e carico di passione. Tra due settimane corro la Maratona di Roma: non sono certo al tuo livello ma queste parole, sono sicuro, mi daranno tanta carica!
    Grazie Crema! E davvero tanti, tanti complimenti!!!
    Luca B.

  4. fluido ha detto:

    non ci conosciamo di persona, solo di vista… questo per dare il giusto valore alle emozioni che sai regalare attraverso questo racconto . Emozionare gli amici è forse più facile…
    DOPPI COMPLIMENTI , perchè la prestazione poi è veramente di rilievo !

  5. Fabio Mazz ha detto:

    Grande Crema, dopo tanto sacrificio e sudore la meritata “Gloria”, farò tesoro di questo tuo emozionante racconto nel momento in cui dovessi decidere di iniziare l’avventura chiamata Maratona.
    grazie x le emozioni che ci hai regalato.

    Fabio M. un neofita……

  6. Svengo (ex Bono) ha detto:

    … Emil Zatopek diceva che un corridore deve correre coi sogni nel cuore e tu, Crema, con gran sacrificio hai realizzato il tuo sogno correndo… Complimenti ancora!

  7. Marco Amatori Lazzaretto ha detto:

    Bravo un mese fa dopo la mezza di San Gaudenzio, Ti avevo scritto come facevi a non andare sotto le tre ore con il tempo che avevi fatto…. e infatti adesso ci sei andato. Bravo e complimenti . Sotto le tre ore vuol dire andar forte! ( chiediamo a chi non riesce ad andare sotto l’ora e tranta sulla mezza!)

  8. Giacomo Rottoli ha detto:

    Te l’ avevo promesso che ti avremmo aspettato fino alle tre ore. Siamo starfelici per te. L’ unico neo una stronzetta dei Runner che approfittando del fatto che io ed Ester ci siamo presi la mano per concludere insieme in 2.20 la 30 Km ha fatto lo scatto del gatto per guadagnare la 6° posizione assoluta ( carissima Senigagliesi Gaia , queste cose non si fanno per il 6° posto ). Grande Crema

    • predicatore Ro ha detto:

      Hai perfettamente ragione, ma io conosco un fò di pè che al fosso qualche anno fa per la 120 posizione mi ha sorpassato a 20 cm dal traguardo senza che mi accorgessi che arrivava….ognuno ha la sua classe…. con simpatia e assolutamente nessuna polemica.. ciao predicatore Ro

  9. il.Thomas ha detto:

    Supercomplimenti Crema!
    Sei un Grande!!

  10. Francy & Ale ha detto:

    Ciao papà, sei stato davvero grande!!Siamo fieri di te.
    Anche nonno Giulio lo sarebbe stato.
    I tuoi bimbi Francesca e Alessandro

  11. Silvia ha detto:

    Leggere i tuoi articoli è sempre uno spasso, ma questa volta ti sei superato. Sei riuscito a trasmettere le emozioni durante la gara e la sofferenza degli ultimi chilometri. Ne farò tesoro, domenica tocca a me a Brescia ma con un obiettivo ben diverso dal tuo. Mi preoccupa però la chiusa “avrò un pò di tempo da dedicare a me stesso”. Che intenzioni hai?

  12. Teo ha detto:

    Bravo Crema!! Bravo, bravo, bravo… Ti sei dimenticato, però, di un altro sprone che ti ha concesso di ottenere questo risultato: il pensiero che mia moglie potesse battere il tuo personale! Ahahahah! 😀

  13. Chicco ha detto:

    GRANDISSIMO CREMA COMPLIMENTIII!!!

  14. Skorpion ha detto:

    Mi aggiungo alla fittissima lista di ammiratori del nostro Crema, nel farti i più sinceri complimenti per il prestigioso traguardo che hai ottenuto, e per averci fatti partecipi delle tue emozioni..
    Grande Crema!!
    Skorpion

  15. Crema ha detto:

    Approfitto di questo spazio per ringraziare tutti coloro che tramite sito, mail,facebook,sms,telefono e di persona,si sono complimentai dopo avermi sostenuto. Mi ha fatto enormemente piacere. Grazie ancora!

  16. crema ha detto:

    L’esternazione di Giacomo mi è parsa eccessiva. Io faccio della volata finale il mio cavallo di battaglia, e di conseguenza sono un grande interprete dei sorpassi sul filo di lana. Le gare hanno un inizio ed una fine, per evitare brutte sorprese guardatevi le spalle quando imboccate il rettileno finale. Che poi quel gesto non sia stato un esempio di eleganza, è un altro discorso.

    • Giacomo Rottoli ha detto:

      Gli ho poi dato della stronzetta ……….. !!!! Ti avrei voluto far passare il pomeriggio con Ester …….

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