Una crociata per la crociera

Pubblicata il 13 marzo 2013 nella categoria La Cremeria, Racconti

L’insostenibile leggerezza dell’essere incosciente nel promettere una crociera: così potrei sintetizzare il mio lungo peregrinare per le agenzie di viaggio.

Mi sono rivolto a loro perché la ricerca  in internet si era rivelata inconcludente. Ogni qualvolta che inserivo il budget disponibile per la vacanza e cliccavo su “cerca”, il  computer si spegneva inspiegabilmente.

L’ultima impiegata  d’agenzia a cui ho sottoposto le mie richieste (speranze!) con relativo piano finanziario, prima è scoppiata in una fragorosa risata, poi mi ha cortesemente invitato a lasciare libere le poltroncine per eventuali clienti. Mia moglie dopo l’ennesimo imbarazzo era stata lapidaria: “Con quelle braccina corte che ti ritrovi, faticheremmo perfino ad arrivare a Genova per l’imbarco”.

Ingrata!

Non avevo certo la pretesa di viaggiare per il mediterraneo gratuitamente, ma pensavo che  con un H2.58’25” in maratona, fossero  sì, escluse  escursioni e bevande, ma la crociera mi spettasse di diritto.

Nemmeno presentando il nuovo e  luccicante  tesserino di ‘Maratoneta evoluto’ sono riuscivo  ad ottenere uno sconticino.

Ma una promessa è una promessa, ed io, non son certo il tipo da rimangiarsi la parola. Dovevo solo trovare nuove fonti di sostentamento. Pubblicherò i miei racconti!

In questi anni, molti  mi hanno incoraggiato ad intraprendere questa via:   è giunto il momento di materializzare le mie novelle. Contatto quindi il mio vecchio editore Forvezeta, recentemente trasferitosi a New York .

Sarà perché lavora per la Brembo, ma lui mette subito  freno ai miei entusiasmi. Per l’editoria il momento non è dei migliori, la gente legge poco e questa interminabile crisi economica ha messo un ulteriore freno alle  vendite di libri. Paradossalmente l’unica che non frena è proprio la Brembo.

Fondamentale in questo periodo, è affidarsi ad un buon agente. Questa, la breve analisi del Forvezeta che, non potendo comunque seguirmi, mi suggerisce il nome di un suo subagente. Un giovane di belle speranze con il fiuto per i nuovi talenti letterari: il  Rasta! Il Rasta? Quel Rasta? Si proprio quello!

Aveva recentemente conseguito il diploma di accompagnatore di media montagna, ed in attesa della bella stagione arrotondava come poteva. Oltre a svolgere  l’intrigante attività di agente letterario, la sera, si dilettava ad insegnare ai cani a giocare a briscola.  Sapevo che era un tipo in gamba, ma non pensavo fosse tanto creativo.

Lui mi indica la via più prolifica per ottenere risultati immediati: cedere i diritti di ogni singolo racconto. Ok, gli  lascio allora il manoscritto originale della mia prima opera: “La maratona del riso amaro” e me ne torno a casa speranzoso. Trascorsi un paio di giorni  il Rasta mi chiama per sottopormi due interessanti offerte.

Il primo offriva un kilo di riso arborio seguito da un doppio ah ah, il secondo due chili di riso Gallo e una bottiglia di amaro Averna, seguiti da un triplo ah ah ah.  Confidavo sinceramente di monetizzare  di più – anche se riconosco che l’Averna è tra i miei amari preferiti.

Se vendessi tutti i racconti non potrei comunque presentarmi in agenzia per il saldo della crociera con un bancale di riso.

Chiedo consiglio al Rasta.

Lui sostiene  che l’offerta è buona ma suggerisce cautela perché a volte nelle bottiglie dell’amaro mettono il the.

A questo punto mi sorgono dei dubbi. “Scusa Rasta, ma come agente letterario, hai mai fatto  pubblicare qualcosa a qualcuno?”  domando io  saturo di curiosità.

Certo che si, recentemente ho  pubblicare il  primo romanzo di mia moglie, intitolato “Nuk amico mio”, – praticamente un libro sul loro pastore del Bernese –  inoltre sto ultimando il mio primo saggio : “Come rubare il formaggio negli alpeggi, durante le escursioni montane”.

La mia curiosità ora va oltre: “ Scusa, ma riesci  a mangiare con questa attività?”                                                                                                                                          “Si, – risponde soddisfatto- intanto mi accontento celle crocchette del cane, ma ho molta fiducia nel futuro”.

Me ne torno a casa  sconsolato, senza riso ma anche  senza amarezza, consapevole che per la crociera dovrò come minimo assemblare tutti i miei racconti ed inserirli in un’unica grande opera.  Visto che il lieto fine è arrivato e sono momentaneamente fermo per sospetta fascite plantare,   da domani mi dedicherò alla stesura di quella che considero la mia prossima sfida, intitolata  “ I segreti del  maratoneta evoluto”.

Chi fosse interessato, può prenotarne  una copia  effettuando un bonifico di €12.58 intestato a  – Costa crociere-,  causale:  sostieni il progetto “Save the Cream”.

AAA  Editore cercasi.  Astenersi Rasta.

 Crema  

Un Pensiero su “Una crociata per la crociera

  1. Svengo (ex Bono) ha detto:

    Grande Crema! Aspettavamo giusto notizie in merito alla tua crociera! L’immagine della scena del Titanic, però, non è di buon auspicio… Che l’inaffondabile Molly Brown lasci il posto all’inaffondabile Crema?!
    Mi aggrego alla ricerca di un editore (serio!)
    Un saluto,
    Svengo

Lascia un commento (ricorda, sei responsabile di ciò che scrivi)