Dalle stelle alle stalle

Pubblicata il 19 marzo 2013 nella categoria Racconti, Resoconti

Stiamo per archiviare il primo quarto di stagione e, data la situazione (vi spiegherò dopo), sento già il bisogno di tirare qualche bilancio.

A parte l’ingresso umano nei Fo’ di Pe che, dal mio punto di vista, valuto certamente positivo ma lascio ai compagni valutare l’altrettanta positività, la maratona di Firenze del novembre 2012 ha fatto da spartiacque nella mia pur breve (e insignificante aggiungerebbe il buon Crema) “carriera” podistica.

Ad un anno esatto da quando decisi di “iniziare a correre” la stessa (tempo 3h 35min) mi ha fornito ancora una ulteriore dose di autoconsapevolezza di quanti margini potessero esserci nella costanza dell’allenamento, sul fatto che forse qualcosa di buono potevo fare e che certamente la testa, di fronte a quel test, aveva ben retto.

Ai tempi avevo un personale in mezza di 1h32min che era stato raggiunto agli inizi di novembre nella Mezza di Busto e che ritenevo fosse già una prestazione eccezionale in quanto rosicchiava due minuti secchi al precedente personale di 1h34min ottenuto 20 giorni prima a Cremona.

Con queste premesse entro nei Fo di Pè dove, se si vuole, si può respirare una buona aria “agonistica”, aspetto che l’anno precedente mi mancava.

Nel vortice della passione infusa dalla nuova società e dalle nuove conoscenze il mese di dicembre scorre via veloce e solo oggi scopro essere stato il mese con più Km percorsi da quando ho iniziato a correre: 240.

Ad inizio Gennaio abbasso di nuovo di 2 minuti il personale in Mezza e mi entusiasmo ma un allenamento troppo tirato di 30 km mi riporta con i piedi per terra.

Entro in un mondo praticamente sconosciuto fino ad allora “l’infortunio”. L’ingenuità più grossa del neofita in tema di infortuni è non capire di esserlo. Ovvero peggiorare la situazione (Svengo può scrivere un trattato su questo aspetto).

Poi dopo aver capito, tardi, di esserti infortunato e di non poter fare altro che fermarti passi il resto del tempo a “menartela” per non averlo capito in tempo. Accumuli stress e tensione e quanto puoi ripartire sei già con il coltello fra i denti (di nuovo errore!).

Detto fatto 15 giorni di stop e poi pronto a recuperare il tempo perduto macinando Km su Km. Nella gara di Vittuone abbasso ancora il personale di un minuto con 15 giorni di allenamento molto intenso – troppo!. La settimana successiva non riesco nemmeno a correre in quanto sono ridotto peggio di quando ho fatto la maratona e intuisco di avere “risbagliato”. Non sono infortunato ma se non corro non sono messo molto meglio..

Riprendo e ricado di nuovo in infortunio con un allenamento troppo intenso di 30km che mi crea qualche indolenzimento. Come già detto: l’ingenuità più grossa del neofita in tema di infortuni è non capire di esserlo e in un allenamento successivo peggioro la situazione e devo saltare Brescia.

Ora, tiriamo le somme: due gare fatte con due personali in Mezza Maratona e due gare saltate per infortunio – E’ andata poi così bene?

Non ho mai compreso bene come ora cosa voglia dire “gestirsi”.
Purtroppo però anche in questo nessuno nasce maestro.

A presto

Tabù

Un Pensiero su “Dalle stelle alle stalle

  1. Svengo (ex Bono) ha detto:

    E’ vero, l’ infortunio è dietro l’angolo, ma se stiamo fermi non combineremo mai nulla di buono!
    Il grande Roberto Benigni docet… “Iniziare un nuovo cammino ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi”.
    Io, appena entrato nei Fò di pe, ho già il record di competizioni “bigiate” a causa dell’ infortunio.
    Detto questo ci vediamo nel 2016, anno in cui rientrerò in squadra (a detta del sommo Vengo!). Un saluto,
    Svengo

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