Forvezeta alla Marseille Marathon

Pubblicata il 26 marzo 2013 nella categoria Racconti, Resoconti

La Marseille Marathon è una scelta dell’ultima ora, date le traversie con l’ambasciata Americana per il visto di lavoro.

Domenica 17 marzo ho saltato Los Angeles e il 15 aprile toccherà anche a Boston, poi dovrei uscire da questa incredibile situazione.

Aggiungendo New York del novembre scorso, porto a casa un bel tris di mancate partecipazioni e iscrizioni svanite nel nulla. Per raggiungere la Provenza opto per l’aereo da Malpensa ed in un’ora sono a destinazione.

La giornata è pessima, vento e pioggia mi danno il benvenuto e spero solo che la Domenica qualcosa cambi.

L’expo è situato lontano dal centro, nel Parc des Exposition proprio a fianco del Velodrom, servito benissimo dalla metro. Il ritiro pettorale è veloce, vogliono una fotocopia della visita agonistica, evidenziano scadenza e disciplina e poi mettono il timbro di validazione.

In Francia sul certificato medico non transigono, se non sei in regola non partecipi.

Marsiglia è il primo porto della Francia ed il suo sbocco sul mare la rende multietnica. E’ una città che mostra i segni del tempo, i palazzi sono parecchio degradati e non c’è una cultura della casa. Probabilmente non si hanno nemmeno i mezzi per cambiare la tendenza, mi è parsa triste, rassegnata, in balia del momento difficile.

Ho visto parecchie persone dormire sui marciapiedi, al riparo di qualche balcone, sdraiate su gommapiuma e con qualche coperta per ripararsi dalla pioggia e dal freddo.

Non i soliti Homeless ma intere famiglie, con bambini piccoli, tra l’indifferenza della gente e delle istituzioni. La Domenica mattina vede l’intensificarsi della pioggia, la partenza della maratona è prevista per le 8,00 ed avendo l’albergo a soli 300 metri, esco ben coperto alle 7,45.

Sono come sempre tranquillo, penso solo alla pessima condizione atletica ed al percorso che non promette niente di buono.

Marsiglia si estende sulla collina che circonda il porto vecchio e qualsiasi strada fai, o sali o scendi. Oltre alla maratona è in programma anche la mezza, con partenza unica, in fantomatiche griglie che nessuno rispetta. E’ un bel serpentone quello che sveglia la città e dopo un avvio al rallentatore, ecco al 3° km la prima sorpresa, una pozza enorme ferma il gruppo e tutti in fila indiana si cerca di guadare lo spazio d’acqua e non finire con i piedi in ammollo.

Purtroppo non sarà l’ultima, certe zone si prestano a diventare laghi e forse una scelta diversa poteva essere fatta, evitando le disastrate strade verso il porto nuovo. Seconda sorpresa legata ai pettorali che a contatto con l’acqua si son sbriciolati. In molti lo han lasciato sul percorso e mi piacerebbe sapere come questi atleti son stati classificati.

Io già al decimo, dopo vari tentativi di riattaccarlo, ho preso la saggia decisione di riporlo nel taschino dello smanicato e mostrarlo solo in prossimità dell’arrivo. Ed eccoci alla terza sorpresa che va a braccetto con il pettorale.

Su tutto il percorso non sono stati previsti tappeti per rilievo passaggi (quindi avere o no il pettorale non era un problema) e ho visto pseudo atleti fare tagli clamorosi, approfittando dei numerosi giri di boa e della mancanza di controlli.

Peccati di gioventù per questa maratona che è ancora alla ricerca di una precisa identità e che comunque ha voglia di emergere. Il cattivo tempo non è stato certo di aiuto ed il nuovo percorso non ha entusiasmato.

Pessimi i km iniziali e sopratutto gli otto finali tra le storture del porto nuovo e poi i continui andirivieni per trovare km pianeggianti.

Inevitabile qualche salitella che comunque ha avuto il suo fascino come la parte prima di rientrare in città, un promontorio bellissimo con vista spettacolare.

Vittoria al Keniano Martin Kiprugut Kosgei in 2h19.22 penalizzato da uno stop di un minuto per una mega pozzanghera ed al femminile alla Francese Elaine Coburn in 3h02.39. Ennesima mia prestazione sottotono e finale di 4h14.39, con tanta sofferenza, tanta acqua e tanta felicità all’arrivo.

Forvezeta

2 pensieri su “Forvezeta alla Marseille Marathon

  1. crema ha detto:

    Marsiglia sarà la prima tappa della crociera, visto il tuo tempo nella maratona, eviterò di scendere e farmi riconoscere come Fò di pe! Grande Forvezeta, come sempre!

  2. Skorpion ha detto:

    Orami, sulla Luna (piena) hanno cambiato la bandiera Americana con quella dei
    Fò Di Pe, dove campeggia una scritta “Forvezeta in the world”
    Sei Sempre un Grande!!!
    Ciao Campiù

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