10.000 della capra e il rispetto mancato

Pubblicata il 20 aprile 2013 nella categoria Diecimila della Capra, La Cremeria, Racconti, Resoconti

La mancanza di rispetto, ecco la vera piaga sociale di quest’inizio millennio.

Piaga che sta purtroppo dilaniando anche lo sport e in particolare il podismo.

Mercoledì sera si è svolta a Valbrembo, località “Piana della capra” la terza edizione del 10000 riservato ai soli soci Fò di pe, ed è stata la mia prima apparizione dopo aver ottenuto il riconoscimento di ”Maratoneta evoluto”.

Nonostante fossi completamente fuori forma causa appagamento psicologico e fastidiosi problemi muscolari, avevo deciso di partecipare alla competizione perché mi pareva doveroso nei confronti della società.

Durante la scorsa settimana avevo cercato un minimo di preparazione specifica per la manifestazione, “tentando” di correre almeno un paio di km al 4’, ma la telefonata ricevuta dal Coscia pallida mi aveva demoralizzato.

Crema ti ho visto stasera, eri veramente brutto brutto, mentre correvi”, queste le sue confortanti parole.

Tant’è che la domenica successiva anziche correre qualche ripetuta veloce, ho preferito aggregarmi a Pirata, Grisù, Vetta e Tabù per un allenamento in montagna.

Oltre quattro ore su e giù tra boschi e sentieri, sprofondando a volte nella neve e con la vista di magnifici panorami a far da contorno, malgrado io soffra in modo spropositato le salite e le cattive compagnie, giudico quella giornata positivamente.

Se fossi stato solo, sarebbe probabilmente stata una giornata indimenticabile!

Mercoledì sera mi sono quindi presentato ancora indolenzito e senza la ben che minima speranza di poter essere competitivo, avrei firmato per un ritmo tra il 4’/ 4’10”.

Siamo una ventina alla partenza, e l’assenza forzata dei big (si fa per dire) Velo, Sigi (Piangina), Sala (Capitano Stubing) e Comprabene pone degli interrogativi sul possibile vincitore.

Cucciolo è ancora in fase di “restauro” e Soldatino non può certo forzare, essendo impegnato la prossima domenica alla maratona di Padova, il livello (già per se modesto) scade ulteriormente, arrivando a toccare il fondo, quando qualcuno ipotizza tra i papabili vincitori il Coscia Pallida.

A quel punto mi si rizzano le orecchie, ci sono pur sempre venti euro riservati al primo classificato, vediamo un po’ cosa si può fare!  Unica incognita il nuovo iscritto Esselunga, alla prima esperienza agonistica ma considerato da molti il vero favorito perché dotato di un talento naturale, che sfodera spesso in allenamento.

Si parte! Assumiamo il comando in quattro: Esselunga, Coscia, Cucciolo e il sottoscritto.

Al termine del primo (dei tredici previsti) SL allunga e prende prepotentemente il comando, non ci penso nemmeno a seguirlo, si tenga i venti euro, non ho nessuna voglia di soffrire.

Cucciolo si lancia invece all’inseguimento, al quinto, io e Coscia veniamo raggiunti da Rota che giustamente voleva stare a ruota, mentre davanti Cucciolo, che sembrava in grado di reggere il passo di Sl, rallenta causa fitta alla milza.

All’ottavo cedono Coscia e lo “smilzo” Cucciolo, e anche a Rota si spompa la ruota, al nono sono secondo da solo ad un centinaio di metri da SL e, malgrado parecchi fastidi muscolari, decido di tentare l’inseguimento perché ho l’impressione che stia leggermente mollando.

Non avevo il cronometro, ma sento di correre abbondantemente sotto il 4’, in un paio di giri riesco a compiere il miracolo e all’inizio del penultimo giro gli sono alle spalle, il giovane pollastro è cotto, penso tra me e me, ha pagato lo scotto dell’inesperienza.

Partenza da gazzella e arrivo da bradipo, un classico per i giovani podisti alle prime armi.

Stavo riflettendo sull’opportunità di infornarlo subito, allungando ulteriormente, oppure lasciarlo marinare per gli ultimi due giri e abbrustolirlo in volata, per la gioia del numeroso pubblico entusiasta della mia rimonta.

Nemmeno il tempo di prendere una decisione e il farabutto da una strappone micidiale che mi lascia sbigottito.

Tento inutilmente di tenere il passo, ma senza successo, ha una marcia in più, riesco solo a limitare i danni sprintando da solo per gli ultimi duecento metri e chiudere a soli quattro secondi alle sue spalle, in 38’59”.

Viste le aspettative sono più che soddisfatto e, anche se non ho ben capito la sua tattica, accetto la sconfitta e mi complimento con lui, che nella più totale tranquillità dichiara “ Ti ho visto lì dietro e ho deciso di aspettarti, ho pensato che al limite ti avrei poi fregato in volata!

Grrr!

A me, al Crema, ti avrei fregato in volata!

Un giovincello che mi aveva aspettato per poi dare una dimostrazione di forza sotto gli occhi dei miei ammiratori, e al limite mi avrebbe bruciato in volata..

A gennaio avevo ricevuto la sfida sulla mezza da parte di Tabù ed ero convinto che quello fosse il limite massimo in fatto d’affronti e mancanza di rispetto, non è stato così!

Se penso che all’inizio del penultimo giro gli avevo già tracciato una grossa croce sulla schiena, e ho terminato con una lunga esse incisa in fronte.. Maledetto Esselunga!

Crema “IL Maratoneta Evoluto”

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4 pensieri su “10.000 della capra e il rispetto mancato

  1. Giacomo Rottoli ha detto:

    Visto che ti stai preparando ti aspettiamo ansiosamente e con il massimo rispetto in una bella skyrace.

  2. ALE ha detto:

    ………..e anche a Rota si spompa la ruota………..
    Sei sempre un grande!

  3. Chicco ha detto:

    GRANDE CREMA!

  4. vitamina ha detto:

    bell’articolo!

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