Hamburg marathon, bella, bella, bella

Pubblicata il 23 aprile 2013 nella categoria Racconti, Resoconti

Amburgo ha dato una risposta chiara all’attentato di Boston.

La maratona è viva, la gente la vuole e niente potrà scalfire il fascino che sprigiona in molti atleti, pronti a soffrire pur di terminare i fatidici 42.195 metri.

Economicamente ricca, Amburgo vanta il secondo porto più grande d’Europa e si trova nel nordovest della Germania, sulle rive del fiume Elba.

Vanta più ponti di Venezia, Amsterdam e Londra messi insieme, oltre 1400 tra parchi e giardini pubblici e quartieri caratteristici come St.Pauli, Altstad e Altona.

Avevo letto commenti positivi sulla Hamburg Haspa non immaginavo di trovarmi dentro una grande Maratona.

Di diritto entra nelle mie top five piazzandosi al 4° posto dopo Boston, New York, Berlino e prima di Roma.

Organizzazione perfetta, logistica oltre la norma, percorso totalmente chiuso al traffico, ottimo fondo stradale, scenografie e incitamenti da stadio e 750.000 spettatori ai bordi delle strade.

Già il sabato all’Exhibition Centre si assapora la potenzialità dell’evento con un expo dalle buone dimensioni, che nasconde però lo spazio immenso che si libera la domenica mattina.

Raggiungibile facilmente grazie a due fermate della metro, scopri che tutta l’area è a disposizione della Maratona, l’esterno con strutture coperte per deposito borse e internamente, tre padiglioni riscaldati ad uso degli atleti.

Nonostante l’aria freddina, oggi si può preparare la gara anche all’aperto ma in caso di pioggia, questa struttura può garantire riparo ai 17.000 partecipanti.

L’ingresso nelle griglie è controllato scrupolosamente e con l’avvicinarsi delle ore 9,00 cresce l’entusiasmo, che si trasforma in commozione quando viene dichiarato un minuto di silenzio, in ricordo delle vittime di Boston.

Tutti i partecipanti portano al polso un braccialetto con impresso “run for Boston marathon 2013” e l’applauso finale vuole solo scacciare le tensioni e liberare la voglia di ripartire. Partenza tra le urla di un folto pubblico che pensi sia presente solo per un breve tratto, ed invece la fiumana accompagna la gara incessantemente, con orchestrine e gruppi ritmati a scandire il passo. Ci sono punti dove addirittura la presenza diventa oceanica e resto stupito di tanta passione e partecipazione. Il percorso è veloce, strada a tre corsie senza ombra di macchine, tutto bloccato, non si incrociano veicoli nemmeno nelle corsie opposte.

La giornata è soleggiata, assenza di vento e umidità portano ad avere condizioni ideali, per le prime due ore si è sotto i 10° poi si arriva intorno ai 15°. I ristori sono frequenti e ben forniti, già dai primi km trovi banane, frutta, barrette ed integratori, unica pecca la fornitura in bicchieri di plastica. Più passano i km e più si intravedono i connotati di “grande maratona“, per l’organizzazione, per il percorso e per l’immenso pubblico.

Tutto questo entusiasmo mi ha portato ad osare oltre il dovuto, passo alla mezza in 1h43’07” ed al 30° in 2h31’26” sognando il botto, il fatidico 3h40′ per accedere alla maratona di Boston 2014.

Negli ultimi 15 giorni ho ritrovato una parvenza di ritmo grazie a 12 uscite consecutive ed al buon riscontro del diecimila della Capra, ma sono ancora lontano dal tentare un risultato che manca ormai da ottobre 2011.

Il boato incessante della gente sul percorso mi allevia l’onta del calo che arriva dal 32° e stringendo i denti, cerco solo di terminare senza crampi, arrivando ad esultare sul traguardo per un buon 3h47’50”.

Ritirata la bella medaglia, entro nel grande padiglione dove un ristoro pazzesco colpisce per abbondanza e varietà, con immancabile birra a deliziare il palato. Qualche attesa di troppo per ritirare la sacca indumenti non pregiudica il giudizio altissimo su questa grande maratona, che ricorderò volentieri per avermi ridato la convinzione di poter ancora raggiungere un obiettivo.

Le posizioni di vertice han visto il clamoroso risultato dell’esordiente Keniota Eliud Kipchoge, vincitore con il nuovo record della Haspa Hamburg in 2h05’30”, che precede l’Etiope Limenih Getachewin 2h07’35” mentre al femminile la Lituana Diana Lobacevske vince in 2h29’17”.

Forvezeta

Un Pensiero su “Hamburg marathon, bella, bella, bella

  1. Giacomo Rottoli ha detto:

    Bravo Gerry , stai tornando su ottimi tempi . Ah se decidi di andare in Germani invece che negli States ti posso dare qualche rudimento di Deutsch.

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