Molà mai

Pubblicata il 27 aprile 2013 nella categoria Resoconti

In più di un’occasione l’Asd  Fò Di  Pe per mezzo dei suoi soci ha sbandierato il presente motto (che è condiviso dalla gran parte delle persone che fanno della corsa il loro hobby principale) quale motto caratterizzante la tempra che caratterizza i soci stessi.

In effetti, la naturale predisposizione per le lunghe distanze che caratterizza una buona fetta dei soci Fo di Pe avvalora la concretezza e l’attendibilità nel caso del motto stesso.

Tuttavia il mio ingresso in società da inizio 2013 non aveva dato le corrette soddisfazioni in relazione a questa prerogativa: due ritiri in due mezze maratone e una mancata partenza all’unica maratona programmata, mettevano in seria discussione l’attendibilità del soggetto e rischiavano di rinverdire passati ricordi di un grande “ritirato” Fo di Pe (peraltro Cortinovis anche lui) ovvero Spock.

Purtroppo questo inizio stagione pur avendomi dato alcune soddisfazioni (muro dell’1h30 abbattuto in mezza maratona e PB nel 10.000 della capra – pur non essendo andato così bene) è stato particolarmente travagliato a livello fisico. In effetti, anche dopo la gara di mercoledì mi ritrovo con un tendine d’achille malconcio.

Parto subito con valanghe d’impacchi di ghiaccio con la seguente escalation di valutazioni e bollettini medici personali:

  • Giovedì: male, non recupererò mai!
  • Venerdì: sempre male anche se un po’ meno, ma dove vado conciato così?
  • Sabato: non mi fa poi così male, vado! Farò la maratona al 6 min/km vediamo…conteggi vari 4h13min.
  • Domenica: boh mi sembra quasi di non sentire più nulla… mi è l’adrenalina che fa da anestetico…

Sveglia ore 4.20 e partenza da Bg alle 5.30 da casa del Capitano. Insieme con noi anche Soldatino e Marco con moglie (amico dei Runners BG).

Durante in viaggio devo ipotizzare la tattica di gara: riecheggiano le parole del Vengo che mercoledì, dopo aver appreso che durante il fine settimana avevo buttato al macero i suoi consigli di scarico per il week end, mi dice: “Ricorda, se realizzerai il tuo obiettivo, sarà merito dei miei consigli, se fallirai, sarà stata colpa tua!” Beh, in effetti il ragionamento non fa una grinza!

L’obiettivo concreto era PB e scendere sotto le 3h e 30min. Tuttavia la situazione fisica, date le premesse, è quasi del tutto disastrata. Beh diciamola tutta: l’unico obiettivo concretamente realizzabile oggi deve essere “MOLA’ MAI!” e poi si vedrà…

Decido di partire a 5min/km e vedere come vanno i primi km e il problema al tendine. Se scaldandosi, mi passa proseguo e proviamo a fare il ritmo maratona in caso contrario facciamo di tutto per portarci a casa questa maratona.

Padova – Ore 8.45 – La mia 2^ Maratona.

S’inizia con il doveroso minuto di silenzio per le vittime dell’attentato alla maratona di Boston di solo una settimana fa, al termine del quale scroscia un poderoso applauso.

Poi si parte. Avendo ritirato il pettorale del grande Poeta Giava (atleta di maggiore spessore rispetto al sottoscritto) parto da una griglia più favorevole e lascio alle spalle i compagni Soldatino e Capitano che accompagnano Marco.

Pochi Km, 2 o 3, e mi sono già alle calcagna con l’amico Soldato che ironizza “Oggi ti accompagno al traguardo”. Non cadendo in queste facili provocazioni cerco di mantenere concentrazione, in effetti, la falcata che cerco di impostare vuole essere protettiva del tendine dolorante.

Sono inizialmente contento di poter impostare il ritmo del 5’/km gestendo il dolore del tendine e lascio andare a ritmi leggermente più veloci Soldatino e Capitano, volendo mantenere un minimo di scorta per la prosecuzione della gara.

Il ritmo impostato è costante tanto da chiudere la mezza maratona a circa 1h45min ma l’impressione avuta dal km 15 al 21 (appesantimento muscolare) al km 25 diviene (ulteriormente pesante) realtà!

Ed è un tracollo…salto in aria prima fisicamente poi di testa con continui sorpassi da chi mi seguiva! Mi ritrovo in breve periodo a far fatica a girare al 5’50/km con ancora 17 km da fare!Parafrasando la situazione in pochi metri mi trasfiguro da maratoneta a “cadavere”.

Intorno al 29° km sono raggiunto dalla Fò di Pe  Rossella: toglie gli auricolari, vedendomi in quello stato noto che dai suoi occhi trapela compassione, scambiamo due chiacchiere rincuoranti e riprende il suo passo (sembrava una gazzella) e se ne va in scioltezza.

Poco a ridosso dal 30° km, quando ormai anche i 5’50”/km sono un miraggio, partono le prime allucinazioni: a lato strada mi sembra di vedere mia madre: se fosse lì a sostenermi forse mi darebbe la forza di continuare…ma così non è!

Al ristoro del 30° km, completamente allo sbando, decido di fermarmi per capire se una sosta, seppur minima, possa rigenerare una muscolatura ormai ridotta a pezzi.

Ripartire è come rimettere in moto un ingranaggio arrugginito e dopo poco cala già il buio, mi rifermo e provo a camminare velocemente…. Ipotizzo: “E se camminassi fino al traguardo?

Ma gli altri arriveranno entro le 3h 30min e dovranno aspettare me per tutto quel tempo!

Dai riproviamo a ripartire! Di nuovo altro ingranaggio arrugginito, riparto e mi barcameno, non so come, fino al ristoro del 35°km.

Qui opto per la strategia del “bevi e mangia più che puoi: acqua, the, sali + banane a volontà, un’altra pausa (35° km in 9 minuti) e ritrovo un minimo me stesso, mi analizzo e mi convinco: “È vero sto soffrendo ma quando corro, non sono in difficoltà a livello di respirazione e ormai posso gestirmi correndo fino al 42°”.

Riparto ponendomi sempre piccoli obiettivi e facendo countdown dall’arrivo.

Il penoso ritmo è quello di 6’30”/km, l’arrivo a Padova centro con una maggiore presenza e partecipazione della gente che incita veramente tutti offre la possibilità di accantonare un momento la sofferenza.

Ultimo km!

Trovo la gioia della fine del supplizio e m’impegno in un allungo finale.

Lo chiudo in 4’30’’ superando tanti “cadaveri” che poco prima avevano superato me! Riesco a evitare l’onta delle 4h chiudendo con un time di 3h e 54min.

Peccato veramente avere sofferto in questo modo ma certamente contento di non aver mollato!

Arrivare in fondo è francamente sempre una soddisfazione (almeno per me), di certo a posteriori posso analizzare di avere sottovalutato perché dimenticato, in particolare nella fase di finalizzazione della preparazione, quanto dura fosse questa competizione.

Padova mi è parsa una maratona discretamente veloce e certamente ben organizzata, il meteo che poteva essere certamente più inclemente ha permesso di avere un arrivo “asciutto” e di gustarsi la splendida Prato della Valle.

Ora è doveroso un momento di riflessione per valutare una pausa rigenerante dai problemi fisici che mi hanno condizionato.

Molà mai!

A presto

Tabu

Un Pensiero su “Molà mai

  1. crema ha detto:

    Condivido pienamente la tua ultima analisi. Fermati a riflettere!

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