Saluti dal Mediterraneo

Pubblicata il 10 maggio 2013 nella categoria La Cremeria, Racconti

1° Giorno Genova Sabato ore 17.25

Mancano pochi minuti alla partenza di questa sospirata crociera, ma è già da alcune ore che ci siamo imbarcati sul gigantesco condominio galleggiante.

In questo momento avrei dovuto essere sul ponte esterno per le prove di “simulazione di evacuazione”, ma quando lungo i corridoi, ho incontrato i pensionati di mezzo mondo con i loro bravi giubbotti di salvataggio che sembravano bambini felici al loro primo di scuola, mi sono detto: “Piuttosto affogo!”. Mi sono nascosto in cabina e ho approfittato per divulgare le prime legittime lamentele.

Riconosco che è stata una mia scelta, quella di evitare la cabina dotata di balconcino e ripiegare su una cabina interna. Non per risparmiare, ma perché le portefinestre di quelle esterne sono prive di imposte, e non volevo rischiare che la luce del mattino potesse disturbare il sonno della mia signora.

Avevo optato quindi per quella “cieca”, che include nel prezzo il buio totale e l’effetto sorpresa. Come ho varcato la soglia di ingresso, il primo commento è stato, “Quegli idioti si sono sbagliati, non ci sono i letti per i due bambini”. Mi sono rivolto quindi a uno degli innumerevoli “omini sorridenti” che trovi in ogni angolo (sempre indaffarati a far qualcosa, ma non si capisce bene cosa) affabili e disponibili.

Io sorrido nel fargli presente il clamoroso errore, lui invece, ride di gusto mentre estrae dal soffitto i due letti riservati ai figli. “Azz… e chi l’ha progettata sta cabina, Spock?” Roba da navicella spaziale . Ho cercato di rifarmi immediatamente al buffet. Dodici ripetute, dal mio tavolo ai vari reparti ricchi di qual si voglia genere alimentare.

Avevo acquistato in anticipo due “convenientissimi” pacchetti bevande: uno per la sera, comprendente il vino, uno per il pranzo, di sola acqua minerale. Resto inorridito e comprometto la digestione, quando apprendo che i dispenser dell’acqua, collocati in numero industriale nella sala buffet, la erogano gratuitamente 24 ore al giorno. In piscina sono stato redarguito ripetutamente da un omone perché il mio pargoletto, continuava a tuffarsi ignorando i divieti.

A sera conterò: due tagli sul labbro,una grattugiata al nasino e due dita martoriate. La creatura aveva accompagnato con la manina, l’apertura delle porte dell’ascensore. La sera, al ristorante, mia moglie ha urtato involontariamente il secchiello del ghiaccio facendolo cadere rovinosamente a terra, creando così un piccolo laghetto di acqua e ghiaccio, per la gioia dei bambini e dei camerieri… La sorte le ha comunque sorriso, la bottiglia è uscita incolume dal cataclisma, evitando così di compromettere la propria vacanza.

2° Giorno Marsiglia Domenica ore 8.00

La prima domanda che sorge spontanea al risveglio in una cabina interna è, “Come sarà il tempo? ”Vai tu, no vacci tu!” “Devo sapere se piove o c’è il sole per potermi vestire adeguatamente”, apostrofa la mia sposa. Dopo qualche scaramuccia mi prendo la briga di andare a vedere.

Ci vuole una bell’attimo prima di arrivare in cima, dopo aver percorso il lungo corridoio, atteso uno degli ascensori, ripercorso un altro corridoio e vedere finalmente la luce. E’ nuvoloso! Cerco di risolvere il problema per i giorni seguenti. Ho promesso un euro al giorno ad un omino che avrà il compito, alle ore 8.00, di infilarmi sotto la porta della cabina, un foglietto di colore giallo nel caso ci fosse il sole, grigio nel caso invece il cielo fosse coperto. “Hai capito bene?”, lo incalzo io. “Ok Mister, e se piove?” ribatte lui. “Mi infili sotto la porta l’euro che ti ho dato e non ti fai trovare in giro!” rimarco con fare minaccioso.

Dopo l’abbondante colazione ci organizziamo per una veloce visita fai da te a Marsiglia, e verso le ore 14.00 si rientra per il pranzo. Altra abbuffata! Nel frattempo ci segnalano di rispettare gli orari del turno cena perché la prima sera ci siamo presentati con trenta minuti di ritardo.

Non garantiscono inoltre che potremo usufruire del secchiello del ghiaccio. Non sono nemmeno trascorsi due giorni, ma ho già capito che il tema principale di una crociera è il cibo, un vortice al quale è impossibile sottrarsi. Al mio rientro, mi vedo per tanto costretto a revocare tutte le sfide del Fosso. Guardandomi la pancia, l’unico che potrei sfidare attualmente è ‘GorditoTabù’.

3° Giorno Barcellona Lunedì ore 6.50

Mi alzo di buon ora e decido di andare a bruciare qualche caloria in palestra. Leggo nel regolamento che l’utilizzo del tapis roulant è consentito per la sola durata di 25 minuti.

Dopo avere dato un occhio alle istruzioni ed essermi sincerato che non vi fossero “evoluti” tra i presenti, approfitto per dare una bella lezione al pensionato che mi sta di fianco.

Parto per i primi due minuti a 11km/h e lui mi rimprovera perché è una velocità troppo elevata per iniziare. Accelero progressivamente e mi stabilizzo a 15km/h per alcuni minuti, tra il suo stupore. Ora tace l’allocco.

Negli ultimi minuti do vita ad un accelerazione che mi vede rispettivamente correre a 16, 17 e finalone a 18km/h, in un lago di sudore. Quando vedo che scatta il 25°minuto, convinto che il tappeto frenasse da solo, mi fermo, ma vengo sbattuto violentemente all’indietro e mi fermo miracolosamente contro una cyclette.

Al vecchio torna il sorriso, l’infame! Mancano pochi minuti alle ore 8.00 mentre rientro in cabina e incrocio “l’Omino meteo” che mi stava portando il foglietto di colore giallo. Lo blindo, “Restituiscimi l’euro che ho già visto che c’è il sole.” Ci resta male ma sorride comunque. Bisognerebbe fare un monumento a questi assistenti. Durante la solita ricchissima colazione, complice un ottima copertura da parte della mia Francy, riesco a imbottire ed imboscare qualche panino per l’escursione a Barcellona, visto che per pranzo non riusciremo a tornare.

Do fuori di matto” quando scopro che al reparto frutta non vi erano più banane. Il signore accanto a me esclama disgustato, “Pensi che ho visto gente infilarle nella borsa!” “Saranno i soliti Italiani“ ribatto io condividendo il suo sdegno.

Una lunga sfacchinata accompagna la visita alla città, che meriterebbe sicuramente una sosta di alcuni giorni. Sulla via del ritorno verso il porto, lungo la rambla, ci fermiamo in un caratteristico mercato coperto, dove vengo attirato da un banco di frutta, esposta con invidiabile maestria. Resto colpito dalle dimensioni delle ciliegie, gigantesche! E vada a quel paese l’avarizia, ne prendo un sacchetto per i bambini che giuravano di non aver mai visto nulla di simile.

Quanto al kilo per favore?” domando timoroso, ma convinto di acquistare. “€ 49,00” risponde sorridendo l’ortolana catalana. “Sono snocciolate?“ rispondo io ricorrendo alla battuta. Non scherzava! Guardo la moglie, pure lei esterrefatta, e le chiedo: “Cosa faccio, ne prendo quattro ( una a testa) o solo due per i bambini?”.

Ho lasciato perdere ed ho optato per un succo di frutta fresco da condividere con tutta la famiglia. Cedo incredibilmente anche al taxi.

Sborso €8 ed evito gli ultimi 1500metri, con la peste addormentata tra le mie braccia, sotto il sole cocente, che mi stava demolendo l’intera muscolatura. Al rientro ennesima abbuffata! E stasera è in programma la “serata di gala”, la mia preferita. Ognuno darà il meglio di se in fatto di eleganza e raffinatezza.

4° Giorno Valencia martedì ore 9.30

La serata di gala del lunedì si era svolta all’insegna della sobrietà dei colori degli abiti da sera leopardati delle anziane signore, e dei calzini bianchi abbinati meravigliosamente alle guance rosse dei facoltosi imprenditori dell’est Europa.

Stamattina sono di buon umore, a colazione sono ricomparse le banane in quantità industriale. Sono però nuovamente costretto a ricorrere al taxi, visto che la città è irraggiungibile a piedi e pare non ci siano navette. Questa è sicuramente la lacuna peggiore fin qui riscontrata. Dall’ormeggio del “condominio” alla prima fermata di un autobus di linea ci sono sempre, e come minimo, un paio di kilometri e la compagnia non mette a disposizione i mezzi per raggiungerla.

Solo chi partecipa ai tour organizzati ha l’autobus a disposizione. Me la cavo con un “deca” e ci facciamo accompagnare alla “Città dell’arte e della scienza”, complesso di edifici futuristici edificato una decina di anni fa e autentico gioiello di Valencia. Resto infatti a bocca aperta passeggiando tra le avveniristiche costruzioni e penso al Fò di Pe, Spock che, una volta conclusa la sua carriera politico/podistica, potrebbe “ritirarsi” qui, in santa pace.

Tra i vari avveniristici edifici c’è anche l’oceanografico, considerato uno tra gli zoo marini più belli al mondo. Il mio piccino vorrebbe entrare a vedere i delfini che non ha mai visto, ma il tempo limitato (ed i 105 euro di ingresso) mi inducono invece a puntare al centro storico della città, con la promessa che una volta giunti a casa gli avrei regalato il cd di “Free Willy”.

Il futuristico complesso è, fino ad ora, la cosa che mi ha più colpito di tutta la vacanza, unitamente al prezzo delle ciliegie. Dopo la consueta sfacchinata tra belle piazze e maestosi monumenti ci si ferma per il ristoro. Amara la sorpresa all’apertura dello zainetto. Nel riporre sbrigativamente la bottiglia dell’acqua, avevo spiaccicato la banana, impiastrando tutto ciò era contenuto all’interno dello zaino. Riesco a stento a contenere l’ira della mia signora. Per farle ritrovare la calma sono indotto a darle il benestare per l’acquisto di un souvenir, un peluche a forma di ciliegia.

Nel primo pomeriggio si riprende l’autobus per il porto, da lì bisognerà ricorrere nuovamente al taxi che ci porterà al “condominio”, distante ancora un paio di km. Il termometro segna 35°. Mentre mi incammino verso i taxi, che si erano messi in fila in attesa dell’arrivo dei polli, scambio quattro chiacchiere con una signora, anche lei diretta alla nave. Mi dice che lei prenderà l’autobus.

Scusi, quale autobus?” butto là sorpreso. “La navetta messa a disposizione dalla compagnia. L’ho preso anche stamattina, ieri a Barcellona, e domenica a Marsiglia” fa lei con un briciolo di orgoglio. “Non lo sapevo, ma è a pagamento ovviamente!” replico io, mentre deglutisco a fatica. “No no, è gratuito!” ribatte lei con tanto di sorrisetto. “Gratuito? Non lo dica nemmeno per scherzo, soffrirei meno se continuassi a pagare” glisso io incredulo.

Nessuno sapeva dell’esistenza di questo servizio. Oltre un ora di cammino a Marsiglia, mezz’ora di cammino all’andata a Barcellona e €8 di taxi al ritorno, un “deca” stamattina. Grrrr! Saliamo sul’autobus e, senza sganciare un euro, arriviamo all’imbarco. Rientro frastornato e mi rifugio al buffet, tra le crostatine di pasta di mandorla. Figli e moglie vanno in piscina io, per smaltire la rabbia, mi dirigo in cabina a farmi il cicchetto che avevo scrupolosamente portato da casa.

Sotto la porta trovo una busta e penso, “Sarà l’omino meteo che per guadagnarsi l’euro anticipa le previsioni”. Niente meteo, era un invito riservato alla mia signora per le ore 18.00 al reparto gioielleria, per la presentazione di una nuova collezione. Ho trovato un angolino libero in fondo allo stomaco e, dopo averla tagliata a pezzetti, me la sono ingurgitata. Prima di cena decido di smaltire qualche caloria in palestra.

C’è parecchio movimento e i 10 tappeti sono tutti occupati. Per regolare il traffico una cortese signora orientale si occupa dell’accoglienza. Mi chiede, in inglese, che attrezzo desidero. “Tapis-roulant for evolution” le rispondo, mentre le mostro la fotocopia del diploma della maratona di Piacenza. La gentilissima in quattro e quattro otto mi libera un tappeto, previa espulsione di un furbacchione che cercava di ripetere i 25 minuti a disposizione.

Avendo così poco tempo a disposizione, il progressivo è sicuramente l’allenamento più indicato. Termino ancora a 18km/h, ma stavolta riesco anche a fermarmi correttamente. Dopo cena mi informo sulla possibilità di inviare una mail, visto che con la mia chiavetta è impossibile connettersi. La cordiale signorina della reception mi dice che posso utilizzare i loro computer al costo di €3,50 per i primi 10 minuti. “Ok, mi bastano”.

Scarico per la mia rubrica “la Cremeria” foto e resoconti dei primi tre giorni di crociera da inviare al sito. Vado in biblioteca, dove sono a disposizione i computer, ed in un attimo sono connesso e apro la mia casella di posta, inserisco la chiavetta ma non appare nulla. Mi affanno per qualche minuto, ma niente da fare, non la legge. Torno alla reception, con svariate goccioline di sudore che facevano da cornice alla fronte, per esigere spiegazioni. L’amabile receptionist, contraddicendo quello che pochi minuti prima aveva detto la collega, mi dice che non è possibile scaricare la chiavetta. “Ma ce l’avete con me?

5° Giorno Mercoledì Navigazione verso Tunisi

Oggi niente soste, si viaggia giorno e notte, destinazione Tunisi. Sapendo che “il nutrirsi” non conoscerà soste, programmo un allenamento bi-giornaliero. Una seduta in tarda mattina e una nel tardo pomeriggio. Avendo soli 25 minuti a disposizione è necessario saper distribuire il “lavoro” in modo adeguato.

Per la mattina avevo pensato ad una seduta di lento brillante, così suddiviso: risc. 1’ a 10km/H, poi 2’a 12km/h, 20’ a 13,5km/h, seguiti dal solito minuto a 18km/h (per i curiosi) ed infine un 1’di defaticamento a 9,5km/h. All’ingresso della palestra vengo affiancato da due donne orientali, elegantemente avvolte in abiti tradizionali, che mi propongono un massaggio Balinese.

Gli ho risposto anche io in modo tradizionale: “No grassie, ghe pense me ai me baline!” Stavo svolgendo diligentemente il mio allenamento quando, improvvisamente, vedo il mio vicino di tappeto accelerare e posizionarsi a 14km/h. Non ci ho più visto! Si vedeva lontano un miglio che si trattava di un semplice amatore in cerca di rogne. Mi mancavano ancora 8 minuti per il minuto a 18km/h, e lui nel frattempo avrebbe terminato la sua seduta, soddisfatto. Su subito a 15km/h e vediamo un po’ come reagisce il provocatore.

Finge di non vedere, termina la seduta e se ne va con la coda tra le gambe. Mi riassesto a 13,5km/h e concludo anche io il primo allenamento del giorno. Stasera ripetute! Nel frattempo decidiamo di evitare la sala buffet per pranzare e cenare al ristorante, dove le portate sono solo quattro e non particolarmente abbondanti. Ma le tentazioni sono sempre dietro l’angolo. A volte sono costretto ad attraversare la sala buffet per recarmi in palestra o in piscina ed è facile, durante il tragitto, arraffare un trancio di pizza o un muffin al cioccolato. La grandi delusione sono: l’anguria e il melone, entrambi privi di dolcezza e indigeribili quanto “tiro” a 18km/h sul tappeto.

Prima di cena eccomi pronto per la ripetute brevi (nel senso del numero) 8×400. Calcolo otto volte 1’20” a 18Km/h e un minuto di rec. a 10km/h. Trattengo qualcosina per riscaldamento e defaticamento. Svolgo il lavoro attirando l’attenzione da parte di un paio di Big-Jim.

Verso sera mi assale malinconia sapendo che stasera Bergamo si disputata la prima prova del master tour, il 5000m in pista, la mia specialità. Purtroppo mi sono dimenticato di comunicare alla Fidal la mia assenza, per far si che potessero posticipare la data della manifestazione.

Correranno anche in mia assenza, sic! L’appuntamento clou del dopo cena qui in crociera, è sempre al teatro, dove ogni sera si intrattengono spettacoli di altissimo livello adatti a bambini, genitori e pensionati. Guardo con ammirazione le strepitose esibizioni che si susseguono e penso che se mi mettessero a disposizione un tapis roulant sul palco, potrei anche io dire la mia.

Certo, per pareggiare gli incredibili numeri di contorsionismo delle due splendide ragazze thailandesi, avrei dovuto andare come minimo a 60km/h e non sono certo che il tapis roulant regga queste velocità.

6° Giorno Giovedì Tunisi ore 8.00

Finalmente il vero Crema. Grazie alla caparbietà di moglie, evitiamo di spendere 40 euro per il taxi navetta (che stavolta pare essere l’unico mezzo di trasporto disponibile) e ci avventuriamo a piedi fuori dal porto. Veniamo presto assaliti dai taxisti, non autorizzati ad entrare allo scalo, increduli di vedere quattro polli pronti da spennare, andare dritti nelle loro fauci.

Mentre mi sembrava di essere l’unico oggetto dei desideri dell’intera Tunisia, passa un autobus di linea che si ferma casualmente ai nostri piedi. Mia moglie chiede all’autista se fosse diretto alla Medina (il centro storico della città, con il caratteristico mercato) la risposta è si. Saliamo di buona lene tra gli insulti dei contendenti delusi. Chiedo il prezzo del biglietto per quattro persone. La corsa è gratuita, non si paga nulla. E vaaai! Viva la Tunisia! Siamo gli unici stranieri tra i passeggeri che cordialmente ci danno anche il benvenuto. Investo i dinari risparmiati sul taxi, nella felicità di mia figlia, che vede realizzare in pochi minuti, i sogni di un intera adolescenza, prematura.

Con 38 euro porto a casa: due paia di All Star (una alta e una bassa), uno zainetto Eastpack, un capiente borsone sportivo Adidas, un bracciale rigido in silverplated con inciso il suo nome e un cammello di peluche per il marmocchio, frutto dell’ultima spettacolare trattativa. Tutto rigorosamente made in Vietnam.

Già questo insieme di acquisti avrebbe potuto ripagarmi di tutte le angherie subite fin’ora, ma sento che è la mia giornata e riesco ad andare oltre, compiendo (involontariamente) quello che potrebbe passare alla storia come un “capolavoro commerciale ai limiti della legalità”.

Sono riuscito a spacciare una vecchia moneta da 500 lire, per un 2euro, ah ah ah! Mai ad un occidentale era riuscito un colpo simile, qui nel Maghreb. Ripigliamo l’autobus di linea gratuito e finalmente faccio un rientro sereno. Dopo pranzo me ne vado in piscina, e mi stendo sul lettino a far ballare l’occhio.

Noto che le ‘Cosce’ delle pollastrelle sono ancora ‘Pallide’, che tutti gli assistenti sono dei perfetti ‘Soldatini’, che il responsabile del mini club è travestito da ‘Pirata’ e un barista è ‘Rasta’, riconducendo la vacanza ai maratoneti amatoriali quando invece, all’atto della prenotazione, ero stato categorico: “Crociera per Evoluti”.

 7° Giorno Venerdì Civitavecchia ore 8.00

E’ l’ultimo giorno di crociera, non faremo escursioni perché Roma dista un ora e mezza. Approfitto della ricomparsa della connessione per inviare il resoconto prima del mio arrivo. Oggi ho in programma un altro bi-giornaliero. Deciderò la qualità degli allenamenti in base alle presenze. Tutto sommato è stata una bella vacanza, ci siamo divertiti, abbiamo arricchito il bagaglio culturale e ingigantito quello culinario. Vista le difficoltà che si potrebbero prospettare nel mondo del lavoro, ho deciso di lasciare una lettera alla compagnia, dando una mia eventuale disponibilità per un lavoro di, “Responsabile unico Tapis Roulant”.

Crema

5 pensieri su “Saluti dal Mediterraneo

  1. Skorpion ha detto:

    ma alla fine, quanti chili hai messo su?
    Sei da Premio Strega!
    Grande “Responsabile unico evoluto Tapis Roulant”

    • crema ha detto:

      Mi è rimasto un kilo e mezzo. Stamattina test per i 10000m, ottimo riscontro. Penso che sabato ti impartirò una bella lezione. Il tapis roulant fa miracoli….

      • Skorpion ha detto:

        Non ci sono dubbi che mi batti.
        Ciao maratoneta evoluto

      • TABU ha detto:

        Calma navigante, ricordati che 6 un maratoneta evoluto e non 10.000-ista evoluto. O devo fare scrivere un messaggio da un certo SL. Le crociere fanno perdere la memoria o forse lo fanno le tristi sedute di tapis roulant? Sempre con rispetto…TABU

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