Sibra racconta il Suo UTMB

Pubblicata il 2 settembre 2013 nella categoria Resoconti

Ciao a tutti da Adriano (sibra) per i fo di pè, credo di non fare brutta figura se anch’io da finisher di una gara non proprio “normale” mi permetto di buttare giù alcune impressioni e commentarle per e con voi soci.

Non farò la relazione su tempi e passaggi visto che già Skorpion ha svolto questo compito in maniera professionale facendo un ottimo lavoro con l’articolo messo in rete.

Grazie Skorpion!

Rimangono quindi le mie impressioni su una gara che inseguivo da tre anni avendo tentato di far parte della spedizione Rasta, Forvezeta e Grisù ma non essere mai stato sorteggiato.

Questo era per regolamento utmb il mio anno, non mi volevano….ma dopo tre anni con gare qualificanti e regolare iscrizione non potavano più non cagarmi e si sono arresi.

La preparazione? Non ci si sente mai pronti e sempre si ha l’impressione che …avrei fatto meglio, avrei fatto prima…ma ormai ero la a Chamonix e non potevo cercare scuse.

Solo in terra straniera (che per non so quale motivo, non amo tantissimo) con migliaia di stranieri e di organizzatori che non “capiscono” (uso questo termine x non dire s… i) una parola d’italiano già il ritiro del pettorale e il controllo zaino diventa una fila di due ore e trenta.

Partiti con il piede sbagliato e questo influirà su tutto il mio parere su come una gara cosi mondiale visti i numeri 2300 atleti più altri 3000 e passa per le altre gare CCC  tds  plt  con 45 nazioni partecipanti e nata già nel 2006..mi abbia dato l’impressione che non siano cosi organizzati !!!! Giornate di sole, temperature gradevoli di giorno e freschissime la notte li hanno aiutati tantissimo ma code e file cerano in ogni dove anche durante la gara per riuscire ad avere una scodella di pasta? O minestra? Senza formaggio e annacquata…scarsi. Cmq non era invitato DA VITTORIO a Bergamo ma in Francia per correre e allora via…

Partenza dalla piazza di Chamonix molto emozionante per più di 15 minuti si è in mezzo ad una folla assordante e festosa che incoraggia …alle bon curag.. (scritto come si pronuncia ) che anche durante tutto il percorso è sempre molto presente e festosa.

Inutile dirvi la fatica e le emozioni che si provano perché siete tutti running naviganti e quindi sapete cosa è quell’essere felici e preoccupati, stanchi ma appagati e tutto quel miscuglio e cambi di sensazioni che si portano dentro una gara.

Visto la mia ammessa ignoranza nel non sapere l’inglese mi ritrovo a parlare da solo se voglio fare due chiacchiere per quasi tutte le 36 ore tranne qnd mia moglie, mi raggiunge a Courmayor e a Champex per infondermi coraggio e qlc pesca noce (strabuone fi!!!). Incontro dopo qlc km dalla partenza Elio  e Mario dei runners Bergamo con loro faccio qlc km e Elio veterano di questa corsa ( già fatta 5 volte mi sembra) parla di 35 ore. Cavolo non ce la farò mai………li perdo di vista allora mi rimetto di buona lena e AVANTI SAVOIA.

Mi perdo uno dei pezzi piu’ belli della gara la val Veny visto che sono sceso di notte, ma conosco bene perché assieme alla val Ferret sono stati i miei allenamenti finali ad agosto di verifica condizione assieme al mio attuale preparatore nepal (border collie di 2 anni) e questa parte rimane anche la più bella di tutto il percorso, i love Valle d’Aosta.

Forse vi chiederete: e i sandali ?

Li avevo messi nella sacca per Courmayor ma visto che stavo bene li ho salutati e lasciati li.

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Sarebbe stato cmq un errore perché non hanno usato strade e sentieri di montagna come per la Tor des Geants, in certi punti hanno liberato una capra e seguendola hanno fatto i sentieri, impensabile non farsi  male o non scivolare con dei sandali, è già buono uscirne bene con scarpe tecniche.

Le vesciche ora sono il ricordo più “vivo” della corsa, il meteo come dicevo prima mi ha dato una grossa mano in condizioni come hanno trovato i soci fdp tre anni fa, non sarei mai arrivato in fondo.

Devo dire che era da più di un anno che non facevo gare ufficiali x motivi personali e questo mi aveva messo molti dubbi su come avrei affrontato la mia UTMB poi, la morte improvvisa di mia madre il 18 agosto mi ha dato la motivazione.

Era sempre molto preoccupata…FAS MIA DEL MAL NE’, MADONA ME STA ATENT…ma ogni volta che ritornavo da una gara nei suoi occhi la felicità e nelle sue parole l’orgoglio…MA PENSA OL ME ADRIANO…

Dicevo che non ho quasi mai parlato con nessuno durante la gara, ma non sono mai stato solo, sentivo il suo sguardo.

Inutile aggiungere che la dedica al traguardo era per lei…ciao mamma, per te.

E cosi dopo 36 ore 18 minuti mi ritrovavo finischer, sporco, puzzolente ma appagato e pensare che, se ci avessi impiegato 15 ore e 43 minuti di meno sarei anche potuto arrivare prima di quel Xavier Thevenard …chi ? il vincitore.

Un GRAZIE per avermi incoraggiato a tutti i soci fo di pè e per aver letto questi miei pensieri .e come dice il saggio ..MOLA MIA!!

Ciao Adriano by Sibra

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2 pensieri su “Sibra racconta il Suo UTMB

  1. predicatore Ro ha detto:

    Complimentissimi Adriano, da quel che ne sò io hai fatto anche un ottimo tempo, lasciandoti alle spalle anche atleti più esperti, ma correndo con una motivazione come la tua (la mamma ) hai volato altissimo….brao
    ciao dal predicatore Ro

  2. cantiniere ha detto:

    Grandissimo Adriano!

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