La mia prima sei ore : tre, da incubo!

Pubblicata il 28 ottobre 2013 nella categoria La Cremeria

Alcuni mesi fa  l’adorata coppia Soldatino-Coscia, mi fece notare che, se avessi barrato la  casella dell’ultramaratona, avrei avuto buone possibilità di classificarmi nelle primissime posizioni nel  campionato sociale Fò di pe 2013. L’occasione è ghiotta, dopo aver  lasciato trascorrere l’estate  mi  sono iscritto alle 6 ore di Lupatoto, dove purtroppo sono stato costretto a dare forfeit. La  causa è stata una bronchite durata oltre un mese e  culminata durante  una seduta di fumenti, quando, per inalare  a piene narici i vapori balsamici, mi ero chinato troppo sulla vaschetta d’acqua bollente ustionandomi la punta del naso.

Ho quindi puntato tutto su questa 6 ore di Reggio Emilia.

In contemporanea si corrono anche: la 12 ore,  che assegna  il titolo italiano, la100km e la Maratona. Per i Fò di pe, oltre al sottoscritto sono presenti: Coscia, impegnato nella 12 ore ( ultimo sostanzioso allenamento prima del battesimo in una  24 ore, che avverrà tra un mese a Palermo) e Gigione, iscritto invece alla 100km  e  alla ricerca di una prestazione che gli permetta (finalmente!) di rientrare a casa e trovare la porta aperta… Arriviamo a Reggio poco prima delle  sette, ritiriamo i pettorali e cominciamo ad allestire  il nostro ristoro personalizzato.  La partenza della 100km, unitamente alla 12km è prevista alle 8, maratona e 6 ore alle 10. Mi piazzo quindi  una seggiola al tavolino del ristoro per assistere i soci nelle prime  loro due ore.  Il percorso si snoda in mezzo al verde, su una pista ciclabile lunga 1022metri.

Quando, dopo lo sparo, vedo sfilare i concorrenti,  pare che tutti corrano a rallentatore, i ritmi sono veramente blandi blandi. D’altra parte la corsa è lunga lunga! Ne frattempo arriva la big Paola Sanna ( impegnata nella 6 ore) accompagnata dai famigliari. Il padre si ferma incuriosito di fronte al nostro tavolino dove spiccano le scatole di cartone  personalizzate contenenti integratori vari. Una riporta la scritta, “ Fò di pe, Gigione”, una “Fò di pe, Crema” ed una “ Fò di pe, Coscia”. La sua esclamazione è stata  per me un autentica badilata:  “Non sapevo che avevate  una sezione anche a Crema!”

Ed io che pensavo di essere famoso…

Finalmente arriva  il  turno della 6 ore, si parte! Non avendo esperienza nelle ultra ( l’unica mia partecipazione è stata la Lecco- Cassano, durata meno di 3h45’),  prendo come riferimento l’allenamento svolto tre settimane fa:  47,5km coperti in 4h esatte.  L’obbiettivo è quindi quello di correre intorno al 5’/km per 4h, poi si vedrà…

Le prime due ore scorrono tranquille, durante la terza però le sensazioni non sono  delle migliori. Il sole sbuca tra le nuvole e la temperatura sale vertiginosamente.  Riesco a mantenere  il 5’ fino al 34°km dove, purtroppo, comincio ad accusare  fitte all’altezza  della milza e del fegato. Spingo con la punta delle dita per attenuare il dolore, ma al 36°km (3h esatte) decido di fermarmi a rifiatare in prossimità del ristoro , integrare qualcosa e far pipì. Nel medesimo istante in cui mi fermo vengo aggredito da un crampo al bicipide, una spanna sotto il gluteo. Dolore lancinante: mi stendo a terra e allungo la gamba. Riprendo lentamente! Non riesco nemmeno a completare un giro e vengo assalito nuovamente dai crampi, questa volta al polpaccio sinistro. Mi rifermo, sono demoralizzato!

Decido di telefonare a Soldatino, sia per condividere l’amarezza, sia per insultarlo, visto che lo ritengo in parte responsabile della mia presenza a questa ultra. Il farabutto non mi ha nemmeno risposto:  era comodamente seduto a tavola a rimpinzarsi   la panza. La  lotta contro i crampi prosegue per  circa  4/5 giri, poi  le cose sembrano andare finalmente  meglio: dal 43°km al 49°km  riesco a correre ininterrottamente a 6’/km.  La competizione ha cambiato completamente fisionomia ed aspettative. Ora la cosa più importante è  far accettare alla mente questa nuova situazione.  La mia mente accetta, ma il fisico mi tortura e al 52°km  la sofferenza tocca l’apice. Crampi al polpaccio  e contemporaneamente all’adduttore ( interno coscia, tra inguine e ginocchio ) lascio il percorso e mi stendo nel prato. Vengo subito soccorso ma, se stirare il polpaccio e far passare il dolore è cosa piuttosto semplice, altrettanto non posso dire per  l’adduttore: il crampo  non ne vuol sapere di mollare la presa.  Ci vogliono alcuni minuti  per uscire dal dramma. Stringo i denti e riprendo il ritmo del 6’/km   ponendomi come obiettivo i 60km. Dopo qualche km “tranquillo”, al 58°km ecco ripresentarsi un crampo sotto il gluteo che mi costringe all’ennesimo stop. Dopo 5h 45’ di tribolazioni, il  raggiungimento  del 60°km riesce a trasmettermi sensazioni positive,  sono moderatamente  felice! Punto allora ai 62km, ma a 2 minuti dalla conclusione, i crampi mi azzannano ancora i polpacci. Riesco solo a prodigarmi in un commovente allungo negli ultimi 40”.

Quando sento lo  sparo che decreta la fine, mi fermo e mi butto stremato nel prato. Mi tengo comunque stretti questi 61,900km che mi sono valsi il 5° posto assoluto e un incredibile primo posto tra gli M45. Non sono molti, ma li ho conquistati dopo una sofferenza inaudita, che mi ha riportato  indietro nel tempo, a quando non ero ancora un maratoneta evoluto.  Mi consolo guardando un agonizzante, ma indomito, Gigione che fatica tremendamente a portare a termine la sua soffertissima 100km. Grazie all’aiuto di Coscia, che rallenta visibilmente e a volte si ferma ad aspettarlo per accompagnarlo all’arrivo, l’eroico Gigione conclude in 10h53’ classificandosi 3° assoluto. Coscia, l’unico che è riuscito a sorridere dal primo all’ultimo minuto, spronandoci continuamente a non mollare,  conclude la sua 12h classificandosi 18° assoluto, percorrendo 104,700km.

Posso tranquillamente definire questa mia prima esperienza, traumatica!

Complimenti all’organizzazione, in particolare ad Antonio Tallarita, non solo per la passione  ma  per la cortesia, la pazienza e la disponibilità  che ha saputo mettere ha disposizione degli atleti.

  Crema

2 pensieri su “La mia prima sei ore : tre, da incubo!

  1. Crema ha detto:

    Bravissimo Crema!

  2. ALE ha detto:

    Ci mancavano i tuoi articoli…sei sempre un grande! ….ma il passaggio da maratoneta evoluto a ultramaratoneta evoluto non é così automatico…pare ci voglia un po di sofferenza! Mola mia…..

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