La teoria dell’evoluzione

Pubblicata il 18 novembre 2013 nella categoria Racconti, Resoconti
Da quando sono entrato nei Fò di Pe (anno 2008) ho sentito parecchie volte parlare di questa fase dell’evoluzione di un maratoneta, ma per me restava solo una teoria che vedevo lontano come un miraggio. Vari i personaggi storici che con la casacca Fò di Pe nel passato sono scesi ampiamente sotto le 2h50′ (Millemosche 2:39, Ferro 2:40, Forvezeta 2:41, Gian 2:42, Piccolo Budda 2:47) e altrettanti o quasi quelli un gradino sotto (Tuono,Voglio Morire e Maria 2:55, Velo,Vengo, Gambadilegno, Karestia e Gigione 2:56, Cucciolo 2:57, Quattroprimi e Sigi 2:59).. spero di non aver dimenticato nessuno..
Menzione a parte merita il grande Crema, che dopo vari tentativi e bocciature, non mollava e insistendo coglieva uno spettacolare 2:58 in quel di Piacenza lo scorso marzo. Proprio lui ha ridato enfasi alla sopra citata teoria e ancora ho ben presente le sue parole post gara:
“Le h2.59’59”, rispetto alle h3.00’00” ed oltre, costituiscono lo spartiacque tra il maratoneta evoluto ed il maratoneta amatore. Personalmente nutro da parecchio tempo il desidero di rientrare nella prima categoria e finche ne avrò ci proverò.”
Tra me e me cullavo questo sogno e ho cercato di preparare al meglio questa maratona di Torino. Lo scorso anno mi ero ritirato al 18 km (primo e unico ritiro in gara) e ancora mi bruciava.
La prima parte della stagione 2013 è stata dedicata alla preparazione per l’esordio al Passatore dove ho fatto una bellissima esperienza che consiglio a tutti.. corsa da fare assolutamente prima o poi!
Poi dopo un paio di settimane di scarico, una mega distorsione alla caviglia scendendo di corsa sui sentieri del Misma mi ha costretto a oltre un mese e mezzo senza letteralmente correre nemmeno un giorno e così non ho potuto fare le gare estive in montagna. Quindi dopo le ferie e un lungo periodo di riposo a settembre riprendiamo allenamenti per maratona Torino 2013.
Alla fine le sensazioni sono buone, ma sapevo di essere sul filo dei secondi e tra 2:59 e 3:00 è un attimo..
Comunque decido di provarci, la tattica non è delle più complicate: attaccarsi al pacemaker delle tre ore e pò an vedet..
A Torino la giornata è nuvolosa ma la temperatura ideale per correre.
Io e il Corrado Massimo arriviamo verso le 8.00 insieme al gruppo delle Pantere di Carobbio e parcheggiamo in zona stazione dei treni, dove abbiamo sede logistica in un hotel già occupato da altri atleti del gruppo.
Il Crema e il Luciano Blini sono già a Torino da sabato ma non li incrocio nel pre-gara. C’è parecchia gente (oltre 3.500 iscritti) e tra le varie operazioni di consegna borse e fila sbagliata ai bagni chimici (sempre la più lenta), praticamente non faccio riscaldamento e mi schiero al via in una posizione non proprio vantaggiosa soprattutto perché dopo lo sparo c’è da fare letteralmente lo slalom per i primi minuti.
Il riferimento delle tre ore è già volato via e lo riprendo non senza fatica solo verso il 6° km  dove raggiungo anche il Crema. Gli chiedo se intende restere insieme al gruppo ma mi dice che è un ritmo troppo veloce per le sue povere gambe ancora provate dalla recente 6 ore di Reggio Emilia e non rigenerate del tutto nonostante il buon test nella mezza a Busto Arsizio di settimana scorsa.
Allora dopo una pacca sulla spalla mi da il benestare e mi dice : “vai e in bocca al lupo” (…anche se nel dopo gara mi confessa che era un attimo dubbioso sull’esito positivo della mia prestazione).
Nel gruppone delle tre ore c’è anche il mitico Lucio Bazzana e approfitto per scambiare un saluto e qualche opinione, senza strafare e sprecare fiato inutile.. L’andatura procede regolare con qualche strappo ma bene o male riesco a restare li. Passiamo giusti alla mezza in 1:29 e le gambe stanno bene.
Poi però la situazione si fa critica e verso il 28/29 km dopo una piccola salita sento le gambe un pò dure e vedo pian piano allontanarsi il riferimento delle tre ore. Ecco ci siamo, penso tra me e me, sono partito ancora troppo forte rispetto agli allenamenti fatti, cosa pensavi di fare 3 ore?
Tengo duro e vedo che il distacco si stabilizza e con fatica ci metto almeno fino al 35 km per rientrare in zona tre ore con ormai il gruppone sfilacciato che perde pezzi. Torno a crederci e faccio gli ultimi 7 km a testa bassa guardando la linea bianca della carreggiata dei lunghi rettilinei finali. Verso il 38°km incrocio anche il mitico Angelì Bordogna più volte citato negli articoli della Cremeria…è in un momento di difficoltà ma deciso a non mollare.
Non guardo più l’orologio e nel km finale ormai nei pressi del centro sento solo la gente che urla :” Dai, dai che siete sotto le tre ore“.
Temo la beffa ma però è immensa la gioia quando alzando lo sguardo nei pressi dell’arrivo, vedo che è appena scattato 2:59 e ormai ci siamo… alla fine 2:59:17!
Per poco, ma sono comunque sotto le tre ore…sono contentissimo e quasi ci scappa una lacrima (sarà per la fatica o per lo stress della gara.. ma per me è davvero un sogno realizzato!)
p.s. Un doveroso ringraziamento a tutti gli amici della Pantera Rosa, compagni di tanti allenamenti serali al martedì e giovedì e al Massimo P. che con la sua tabella ha allietato e ravvivato le uscite.. peccato che un virus intestinale lo ha costretto al ritiro già nei primi km.. ti rifarai al più presto.

 Alex

5 pensieri su “La teoria dell’evoluzione

  1. ferro ha detto:

    Grande Alex, la soddisfazione è proporzionale alle fatiche compiute!

  2. comprabene ha detto:

    Davvero bravo Alex, poche chiacchiere e tanti fatti!

  3. cantiniere ha detto:

    Complimenti Ale, bellissimo risultato!!

  4. crema ha detto:

    Bravissimo Ale! Che il rinfresco sia all’altezza della prestazione!

  5. stefano grena ha detto:

    Bravo,bravissimo Ale! Non solo runner evoluto ma anche narratore storico evoluto (che bacheca storica!).Complimenti vivissimi. Ciao a presto. stefano

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