Il Crema alla Turin Marathon

Pubblicata il 20 novembre 2013 nella categoria La Cremeria, Racconti, Resoconti

Ero convinto che l’unico ostacolo che avrei dovuto affrontare lo scorso fine settimana fosse la maratona..

Sabato mattina, durante il viaggio in auto per Torino, ho commesso un errore madornale.

Ho detto a mia moglie che Franco Togni sarebbe stato lieto di darle qualche suggerimento riguardante la corsa, per farle intraprendere al meglio la via del podismo.

Per chi non lo sapesse, Franco è stato campione nazionale di maratona nel 1998, vanta un primato personale di 2h11’ e, nel 2012, è stato il più forte maratoneta italiano tra gli over 50.

Lei, mia moglie, come ha appreso la notizia è lievitata… “Ma dici davvero? Ma proprio quel Franco Togni si è interessato alle mie vicende podistiche?” mi chiede lei con aria da sognatrice. “Si proprio lui, quello che ho “battezzato” nel 5000 in pista, al Master Tour del 2010” ribatto io, giusto per rivalutare un attimino la mia posizione.

Allora lo contatto!” sigla lei orgogliosa. “Certo, come no! Chiedigli se è disponibile il sabato mattina. Potrebbe darmi il cambio nelle ripetute brevi sul balcone, con spazzettone e straccio. Poi potreste fare del fartlek con il panno per le polveri: una mensola veloce ed una lenta. Infine, come potenziamento, ripetute in salita. Potreste dare una pulitina alla cantina: lui che sale di corsa dallo scivolo, con i cartoni pesanti e tu che lo segui con i sacchetti leggeri”.

Stavo ancora ridendo, compiaciuto per le mie battute, quando, con la coda dell’occhio, ho intravisto un lacrimone solcare il volto della mia giovane sposa. Si era offesa! “Tu non hai un cuore, hai una scarpa da ginnastica!” attacca lei singhiozzando.

Ma amore mio, stavo scherzando. Volevo solo dire che per la tua prima mezza, con obiettivo sotto le due ore, non hai bisogno di un campione come il Togni. Ti potrebbe preparare una tabella anche il Grisù” ribatto io facendole ritrovare il sorriso.

Archiviata la pratica “allenatore”, giungiamo a Torino per l’ora di pranzo: gli amici, Massimo e Daniela sono, come sempre, “ben lieti” di ospitarci.

Ogni volta cercano di mettermi il bastone tra le ruote, sperando che l’anno successivo non mi ripresenti, con la famiglia al seguito, per la maratona.

Nel 2011, durante la notte della vigilia, mi avevano bucato il materassino matrimoniale, quest’anno per l’occasione, hanno adottato addirittura un gatto. Mi ha “scassato i maroni” tutta la notte strusciandosi sul mio naso e facendosi le unghie sui miei polpacci.

Nonostante ciò, domenica sera, quando li ho salutati, con la promessa che ci saremmo rivisti il prossimo anno, mi hanno dato la triste notizia. Daniela era appena rimasta incinta, per la terza volta. Era un modo carino per comunicare che, per noi quattro, non ci sarebbe più stato posto in quella casa. Maledetti, l’avevano fatto apposta!

Il sabato pomeriggio ci si reca in centro città a ritirare il pettorale. All’expò c’è fermento, il campione olimpico Stefano Baldini è presente allo stand della Asics e si presta volentieri per le foto ricordo. Lo stavo già abbracciando quando, mia moglie, mi fa cenno di avere la batteria dello smarphone scarica. Grrrr!!!!!

Era tutto il pomeriggio che messaggiava, per complimentarsi con l’amica Lorena, (anche lei da breve avviata al podismo) che, per la prima volta era riuscita a correre 10km, senza soste (solitamente al 6°km si fermava in un bar di Mozzo, a bere la tisana).

Dopo una cena leggera (polenta e gorgonzola accompagnata da focaccia ripiena con porri, acciughe e salamino piccante) fatico non poco a prendere sonno.

La mattina sveglia alle ore 7, colazione veloce e, dopo aver dato un calcio nel culo al gatto, esco di casa, prendo il tram e mi reco alla partenza. Oltre 3500 iscritti per quella che reputo una bellissima maratona, veloce, molto partecipata dalla città e impreziosita dallo spettacolare arrivo in Piazza Castello.

Oltre al sottoscritto sono presenti i soci, Ale, Blini e Corrado. Il mio obiettivo principale è quello di correrla tutta e terminarla dignitosamente. Questo mi permetterà di riempire l’ultima casella del campionato sociale che , per la prima volta, mi vede lottare per le posizioni di prestigio. Dubito di poter stare nelle 3h, ma vorrei non oltrepassare le 3h10’.

Si parte!

Grazie ad un buon posizionamento nella griglia di partenza, riesco ad evitare il sovraffollamento dei primi 2km.

Al 6°km vengo raggiunto dal gruppone che fa riferimento alle lepri delle 3h e al suo interno riconosco il guru dell’ultramaratona, Lucio Bazzana, detentore di svariati primati nelle corse dai 500km in su. Quella “vecchia pelanda” voleva togliersi lo sfizio di correre ancora una volta una maratona sotto le 3h. A chiudere il folto gruppo era invece il Fò di Pe, Ale, anche lui alla ricerca del tempone che gli consenta il definitivo salto di qualità.

Nonostante il suo invito ad aggregarmi a loro, rinuncio, consapevole che la mia muscolatura non avrebbe retto quel ritmo per 42.195km. Mi metto il cuore in pace e, per evitare uno di quei tanti epiloghi che hanno costellato la mia funesta carriera di maratoneta, rallento e mi assesto ad un ritmo tra il 4’20”- 4’25”/km.

L’apparato respiratorio e la testa vanno a meraviglia, ma la parte posteriore della coscia sinistra e quella anteriore della coscia destra sono due pazzi di legno. Passo alla mezza in 1h33’, in compagnia di un simpatico ragazzo col quale ho condiviso oltre 20km di gara. Guardo per l’ultima volta il crono al 28°km, (2h04’45”) accompagnato da terribile dolori muscolari.

Non ho nessuna intenzione di mollare e, anziché pensare ai 14km che mi separano dal traguardo, preferisco pensare che manca “solo un oretta” alla fine.

Sento che il ritmo comincia a calare, subisco diversi sorpassi ma non me ne curo e proseguo stringendo i denti. Al 40°km ecco il colpo di scena: il fuoriclasse Lucio Bazzana, forse perché colto da malinconia verso i ritmi dell’ultramaratona, sta correndo al 6’/km.

I crampi lo hanno colto alla sprovvista al 28°km (incredibile che possa accadere a uno come lui) e sta procedendo a fatica. Mi confida che le maratone ormai, sono troppo corte per lui. Lo affianco e gli porgo il mio aiuto, “Maestro, vuoi che ti accompagni fino al traguardo?” ma lui, fiero e schivo non accetta sostegno.

Nei suoi occhi azzurro “puffo” potevo leggere lo sconforto per il triste esito della sua maratona, ma anche la smisurata stima che nutriva nei miei confronti.

Vai Crema, non ti preoccupare per me, me la caverò!” e con un cenno del capo, mi da il benestare a proseguire.

Quel cenno ha “probabilmente” sancito il passaggio del testimone tra il vecchio Lucio e il giovane Crema (non aspettatevi risultati immediati), mi ci vorrà un po’ di tempo.. Ma finalmente, ecco il cartello che segnala l’ultimo km, spettacolare! Un lungo ed elegante viale, attraversa Piazza San Carlo e conduce dritto dritto in Piazza Castello, splendidamente arredata per l’occasione.

Dietro le transenne, due ali di folla incitano e spingono gli esausti maratoneti che, lungo questo tratto, dimenticano fatica e sofferenza e tagliano il traguardo sulle ali dell’entusiasmo. Sono emozioni riservate esclusivamente a loro, chi non corre, difficilmente può capire e coglierne il significato.

Nel tratto conclusivo dell’ultima maratona, che avevo corso il 03/03/2013 a Piacenza, mi era venuta la pelle d’oca nel vedere il display del cronometro che segnava ancora 2h57’, domenica a Torino la stessa sensazione l’ho provata nel vedere mio figlio Alessandro, all’interno delle transenne, con il braccio teso e la manina aperta in attesa del cinque. Ho chiuso felice in 3h10’41”. Alè!

Per la cronaca segnalo, tra i protagonisti bergamaschi (che conosco) presenti alla manifestazione, la straordinaria prestazione di Thomas Capponi (RunnerBG) che chiude in 2h34’. Tempi eccellenti anche per Fabio Coduto (LaTorre) 2h46’ e Fedele Sizzi (Almenno Marathon) 2h48’.

Il nostro Blini termina la sua prima maratona in 3h51, un miserabile 4h07 invece per uno stremato, ma felice, Corrado. Fanno il loro ingresso nella cat. Maratoneti Amatoriali Evoluti, il grandissimo Fò di Pe, Ale e il Runners BG, Claudio Boschini, entrambi fermano il crono a 2h59’.

Segnalo infine il nuovo primato personale per il “Folletto” del Torre de Roveri, Angelino Bordogna, ottimo il suo 3h03, ma non sufficiente per farlo entrare nell’esclusivo club.

Dovrai sudartelo quel grado..

Crema

11 pensieri su “Il Crema alla Turin Marathon

  1. LORENA ha detto:

    ….. LA LORENA A SO ME???!!!!! AH AH AH AH !! orgogliosa di essere nominata nel tuo articolo ma molto più orgogliosa dei miei continui 10km senza soste tisane!!!! 🙂 io insisto … SONIA SEI LA NUMERO UNO!!!!!

  2. Diego ha detto:

    bravo…
    io ho corso due mezze maratone, la prima parte in 1h24′, come da miei piani, la seconda un lento calare e sofferenza, dovuta alla normale perdita di rendimento, e dal dolore alla schiena che mi ha costretto a fermarmi per un pò di stretching.. al 30°- 35°.
    L’obiettivo di sfiorare il mio personale di 2h52′ è svanito…
    ma all’arrivo in piazza Castello, abbracciare e portare in spalla sotto lo striscione l mia piccola Viola di 2 anni, mi regalato una grandissima gioia, che a fatica sono riuscito a trattenere dal piangere..
    Il tempo finale di 03h05′ è comunque il mio secondo miglior tempo..
    Torino tornerò…

    PS. Sono il ragazzo dell’atletica Cologno, che ci siam salutati sotto il tendone prima della partenza..

    • Crema ha detto:

      Complimenti! Ho pensato a te mentre scrivevo il resoconto, ma non conoscevo il tuo nome. Condivido pienamente: la maratona di Torino merita di essere corsa tutti gli anni(specialmente se continuerò a trovare ospitalità).

  3. angelino bordogna ha detto:

    Fantastico!!!!!concordo col fatto che la mano del crema junior vale 2.30 in maratona…..grazie della citazione.dai…discreta gara la tua…(resti comunque il miglior narratore del momento)

  4. Giacomo Rottoli ha detto:

    Occhio con la storia dell’ evoluto perchè è in fase di approvazione una nuova regolamentazione. Il titolo varrá solo x 18 mesi, trascorsi i quali senza aver nel frattempo replicato una prestazione ” evoluta ” verrá automaticamente tolto. Della serie che se pensavi di poter dormire sugli allori è giá quasi ora che ti ravvedi. Con affetto Giacomo.

    • Crema ha detto:

      Ho ancora una decina di mesi allora.
      PS Mi fa piacere che tu abbia scritto, significa che hai già finito la maratona!
      Quando a Torino ti ho visto alla partenza, ho temuto il peggio…ahahah!

      • Giacomo Rottoli ha detto:

        Simpatico …. fino a prova contraria sono arrivato solo 19 minuti dopo di te. E prova un po’ a guardare il mio real time : 3.29.59e90 , non sarò evoluto ma puntuale per stare sotto le 3.30. Un abbraccio !!!

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