Una giornata tra la Quisa e il vin brûlé

Pubblicata il 4 Novembre 2016 nella categoria Corsa sulla Quisa

Sveglia all’alba e già la segreteria è un frastuono.

Poco dopo le 7 ci troviamo catapultati al computer ad aggiungere ben oltre 80 nuove iscrizioni.

I pre iscritti riempiono la zona adiacente al campo di bocce e la palestra di viale Olimpia, ad Almè.

E’ la 12 edizione della corsa sulla Quisa, 4° diecimila del trofeo Serim.

Quest’anno è record, circa 450 pettorali.

Tra verifica di certificati, consegna di Chip e riconoscimento il classico odore di crema balsamica riempie le narici.

A iscrizione chiuse riesco finalmente a mettere il naso fuori dalla palestra.

La giornata non si prospetta fredda e un po di sole fa capolino tra una lieve foschia. E’ il clima ideale per correre e manca poco meno di mezz’ora allo sparo.

Molti runners fanno su e giù per il viale per scaldare le gambe, molti altri tirano i muscoli attaccandosi alle transenne, i più impazienti sono già dietro il gonfiabile.

C’è un atmosfera rilassata e di festa.

Mancano una manciata di minuti, i corridori sono invitati a raggiungere tutti la zona di partenza.

Sono già le 9 ma dalla palestra si annuncia la presenza di un ritardatario.

Dietro il gonfiabile le gambe scalpitano..

L’ultimo corridore appare infondo al viale come un puntino giallo che con molta tranquillità prende man mano forma.

Gli altri in attesa lo incalzano a sbrigarsi… La tensione sale.

Alle mie spalle il bosco della Quisa pare ancora addormentato e non sospetta l’invasione podistica che subirà a breve.

Anche l’ultimo corridore si è posizionato dietro la linea di partenza.

Un colpo secco di pistola e centinaia di piedi partono in simultanea. E’ un fiume di colori su cui i primi impostano subito un ritmo elevatissimo sfruttando il rettilineo di partenza.

C’è tanta, troppa voglia di correre e dopo il passaggio di tutto lo sciame sotto il gonfiabile, un povero podista torna verso la partenza cercando l’ambulanza: un taglio di strada gli costerà qualche sbucciatura a un gomito dopo un capitombolo.

La scia curva verso il paese per poi sbucare nel rettilineo di 2 k circa che annuncia l’ingresso alla Quisa.

Alla linea di arrivo cala il silenzio e inizia l’attesa.

Intorno al 30 esimo minuto vediamo sbucare dal fondo del rettilineo la bici che accompagna il gruppo di testa.

Si materializza dalla ciclabile prima uno, poi due e poi tre corridori velocissimi che, dopo aver tenuto per oltre 9k un ritmo appena di poco superiore a 3 al k, volano in una picchiata rapace sfruttando la lieve pendenza dell’ultima manciata di metri.

Al traguardo siamo con il fiato sospeso pronti ad esultare…

Sarà MAGRI LUCA, classe 1990, che taglierà il traguardo per primo con uno strepitoso 00:31:53 seguito a vista da SONZOGNI PIETRO (00:32:09) e ZAGNA ALESSANDRO (00:32:22).

Mentre loro riprendono fiato e vediamo arrivare un gruppo sempre più numeroso, scrutiamo il rettilineo in attesa della prima donna.

Non passano molti minuti che arriva gloriosa MILESI SIMONA che con 00:37:23 taglia il traguardo per prima. Seguiranno a distanza di qualche minuto COTTI COTTINI STEFANIA (00:39:06) e PEZZOLI PAOLA (00:40:23).

Man mano che tutti gli atleti arrivano al traguardo gli alpini si danno da fare con la distribuzione di castagne e Vin brulè, seconda tappa obbligata dopo il ristoro all’interno della palestra.
Chiude la manifestazione scortato dalle nostre due premurose scope il mitico TURRI ENRICO CELESTE classe 1939.
Svanisce tutta la tensione, adesso c’è solo da godersi una doccia per chi a corso, la gloria del podio per chi ha vinto e per tutti la tappa dagli alpini!
Al prossimo anno..
Enjoy

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