MEMORIE

Pubblicata il 20 Maggio 2018 nella categoria Sportello informazioni

Dal suggerire del Grande “Cavalier Millemosche”

Pilastro, trascinatore e fondatore dei fò di pe. Trascrivo il suo volere…

Dall’antico Tomo “FIBBRE ROSSE” n° 3 del 1996, pagina 17, parabola di Rufus…

 

POVERA BESTIA

Ogni domenica mattina, dopo che i primi tepori di primavera si fanno sentire, l’alba li sorprende lun­go i viottoli e le stradine dei colli di Bergamo.

Reduci da una settimana di lavoro, si riscattano dai bagordi e dalle abbuffate, nonché dalla sedentaria attività lavorativa. Concedendosi, o forse sarebbe meglio dire sottoponendosi alla dura prova del jogging, footing, corsetta, scarpinata, corsa, sgambata, lungo lento, passeggiata di corsa. Forse vi domanderete di chi sto parlando; ebbene sto parlando di quel piccolo esercito di sederoni molli, trippe ambulanti, doppi menti tremanti, occhi fuori dalle orbite, dei semi collassati podisti della domenica mattina. Per la verità il fenomeno si è esteso a macchia d’olio anche nella pane serale dei giorni infrasettimanali, specialmente nei periodi primaverili ed estivi, ma la porzione più succulenta dell’esercito si muove la domenica mattina.

Questo fenomeno si va’ a collocare tra la voglia di recuperare la forma fisica e il bisogno di sentirsi un po’ atleti, o per meglio dire far sentire agli altri che lo si è.

Gli altri, ovvero noi, voi o chiunque li incontra li può sentire in modo differente. Uno dei segnali più comuni che si possono ricevere quando si è in presenza di un componente dell’esercito dei semi collassati podisti della domenica mattina è il rumore dei passi; questo fenomeno lo chiameremo più specificatamente Sindrome del cavallo, in quanto il soggetto cerca di riprodurre il rumore del passaggio di un cavallo. A tale scopo egli o ella a seconda dei casi, dopo aver calzato dei modelli specifici di scarpe, completamente sprovvisti di intersuola, con la suola consunta e realizzata in materiali molto simili alla bachelite ovviamente utilizzati in precedenza per le attività più disparate quali il fai da te, il bricolage e il giardinaggio; batte con vigore i piedi per terra durante la corsa. Tutti questi elementi concorrono sicuramente ad ottenere un effetto tonificante e propedeutico sugli arti inferiori: vesciche, duroni, calli, borsisti, sinoviti, tendiniti etc. etc .

Altro ed ultimo segnale che andrò ad illustrarvi e quello della Sindrome del maiale. Questo a differenza del precedente non necessita dell’ausilio di nessun’attrezzo, infatti questo fenomeno è la conseguenza del famoso motto “chi si ferma è perduto”. Infatti il soggetto, vittima di questa sindrome evita nel modo più assoluto di fermarsi per limitare l’affanno e riprendere fiato; ne conseguono una sudorazione che libera degli aromi facilmente avvertibili a parecchi metri di distanza ed un rantolo simile a quello di un maiale durante la macellazione.

Cosi quando incontro uno o più di questi elementi che sfiancati come uno Gnu dopo la siccità del Serengeti, procede arrancando lungo il suo cammino azzoppato dalla sua prestanza fisica, non posso fare a meno di pensare POVERA BESTIA!!!!!!!

Skorpion

 

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