Firenze Marathon. Se una maratona la vuoi, una strada la trovi.

Pubblicata il 27 Novembre 2018 nella categoria Racconti, Resoconti

Desiderata, per ben due anni.
Una rinuncia dell’ultimo minuto per la precedente edizione e quest’anno, dopo un’ottima preparazione, il rischio di dover rinunciare nuovamente per un infortunio a un piede che mi ha dato e mi dà ancora fili da torcere e che mi ha fermato per due settimane solo poco prima della gara.

Il paragone che mi viene in mente per descrivere questa mia prima maratona è quello con un film.
Un film con la migliore sceneggiatura, che ho scritto per mesi nei minimi dettagli, progettato e curato scegliendo me come protagonista, l’ambientazione perfetta e la colonna sonora migliore.
Uno di quelli con continui colpi di scena e tanta, ma tanta suspense.
Un film, questa maratona, che mi rimarrà impresso per sempre.

Il sound? I passi di oltre 9.000 runner, la pioggia incessante e un tifo da stadio. Trombette, tamburi, gruppi rock e fischietti per 42 km.
Tutto ció mentre il ritmo dei miei passi, strategicamente lento per non pesare sul piede dolorante da settimane, mi porta a zonzo per l’affascinante Firenze.
Un mantra mi accompagna per tutto il percorso: mi ripeto per molti km “piano, la maratona deve ancora iniziare”, conscio che la fatica potrebbe far da padrona dopo i 35 km.

E invece la fatica vera non arriva.

Certo, il piede mi lancia segnali di dolore sulla pavimentazione sconnessa del centro storico e ad ogni cambio di direzione. Ma mai per un attimo penso di fermarmi.
Il traguardo lo devo raggiungere ad ogni costo.
Il fiume di persone sconosciute con cui corro é una sola cosa, una grande spinta verso un obiettivo comune: tagliare il traguardo.
Un cartello dopo l’altro a segnare i km… 10, 15, 21, 30, 38… Qualcosa di mai pensato e letto sul GPS, fino ai 42.

Poi la svolta accanto al Duomo.
Le braccia al cielo incredulo.
È fatta.
I brividi e le lacrime, trattenute in molti momenti durante il percorso, ora possono scendere sulle guance e lo fanno incessantemente.
Un volontario mi mette la medaglia al collo, io singhiozzo e lui emozionato per me mi dice “Francesco, complimenti. Vai a indossare la mantella, che fa freddo”.
Una voce amica con l’accento fiorentino che comprende la gioia di quel momento tramutatasi in lacrime.

Le gambe dure, la difficoltà anche solo a sedersi e il freddo avvertito dei minuti successivi valgono tutta l’emozione di questa esperienza, di questo film che rivedrei mille volte e che mille volte ancora voglio vedere.

Il risultato ufficiale di 3:58:16 potrebbe farmi rabbia per i quattro mesi di preparazione che mi hanno portato a mirare a stare sotto le 3 ore e 30.

Ma essere a Firenze nonostante tutto e correre un gara magica quale è la Firenze Marathon mi fanno dimenticare le ambizioni.

Per quelle ci saranno altre gare.

Grazie a chi ha creduto e lottato con me per questo obiettivo.
Grazie ai tanti amici e compagni di squadra Fodipe vicini fino all’ultimo.

Un grazie doveroso va ai 2500 volontari della Firenze Marathon che sono il cuore della maratona e che hanno coccolato gli atleti per tutta la manifestazione.

Ma soprattutto grazie a me stesso, che ancora una volta, e per la prima volta sulla distanza regina, sono stato il testardo e cocciuto di sempre.

Arrivederci Firenze, arrivederci a presto Maratona.

PS: il piccione che mi ha centrato il sabato pre-gara ci ha visto bene 😃

Svengo

 

Un Pensiero su “Firenze Marathon. Se una maratona la vuoi, una strada la trovi.

  1. Daniele ha detto:

    Bravo Svengo! Lottatore….

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